Tra le stelle …

29 giugno 2013 Lascia un commento

Margherita Hack

Margherita Hack

Annus Horribilis il 2013 per la cultura ed il popolo Italiano, si porta via anche Lei, scienziata, attivista politico e faro del libero pensiero. Uno ad uno il tempo sta chiudendo una generazione di donne ed uomini cresciuti nella miseria e nelle difficoltà e nutriti dagli ideali dalla fede, dall’attivismo, dal mettersi in gioco in prima persona. Anni di guerre, di aspri conflitti sociali, di violenza, di scontri fisici e di pensieri ma da cui sono usciti loro! Dei veri MAESTRI, capaci di segnare la via con la l’esempio della loro vita. Arte, fede, scienza, politica, società, ideologia, le armi di una civiltà!

Oggi, dal benessere nascono omuncoli destinati a non lasciare nulla! L’ignoranza dilaga e il menefreghismo pervade tutti! Torneremo a lottare forse ma, sarà per il pane. Queste querce che cadono non lasciano che un sottobosco di sterpaglie…quando torneranno a nascere quelle stelle che nel buio segneranno la via?

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Il potere logora chi ce l’ha


Il potere logora

Il potere logora

Il M5S sta perdendo credibilità e la cosa più grave è che la sta perdendo non nei confronti di chi l’ha votato per mera protesta o perché, come dice grillo, “così per provare”, ma nei confronti di chi l’ha votato perché credeva nella possibilità di cambiare, anche se gradualmente, le cose e dare trasparenza ad un sistema orrido e stomachevole. Purtroppo le liti continue che si verificano, per quanto “pompate” ad arte dai pennivendoli del sistema, portano sfiducia in chi riteneva, e ritiene, che non per forza chi entra nel sistema debba venirne risucchiato, diventando come gli altri. Ed invece, l’immagine è propria questa: persone sconosciute fino a ieri, che senza il M5S mai avrebbero avuto l’opportunità di sedere in parlamento, evidentemente si fanno prendere la mano e denigrano chi ha loro offerto la possibilità e l’opportunità di portare la voce dei cittadini all’interno delle istituzioni. Che qualche furbo ci sarebbe stato (vedi quelli che passano al gruppo misto per mantenersi il lauto stipendio dei privilegiati) era prevedibile. Ma il messaggio di fondo che sta passando – e questo non certo per colpa dei giornalai al soldo dei partiti – è che il M5S sia come i fili della corrente: chi li tocca muore. Basta così che la Gabanelli, addirittura candidata come presidente della repubblica in rete, faccia un servizio sul movimento che viene considerata prezzolata, ovvero Rodotà, fino a qualche giorno prima salvatore della patria, viene screditato per aver criticato grillo. Ecco il vero problema: la critica di chi sta fuori, anziché ricevere risposte precise e perentorie per fare luce e trasparenza, viene bollato come un nemico. E allora, chiunque, anche all’interno del movimento, si sente in diritto di criticare chi, a prescindere dai toni, è stato l’artefice di quel piccolo miracolo di cui gli italiani perbene sono andati e continuano ancora oggi ad andare fieri. E allora bisogna finalmente iniziare ad aprire la scatoletta di tonno, così come era stato promesso, perché questa è l’unica via per mantenere fede alle promesse fatte e risultare davvero diversi da coloro che hanno portato al fallimento lo stato. Tutti sanno che non è facile, ma se continua ancora a passare il messaggio che si sta diventando come gli altri, allora si comprende il perché nella capitale sia andato a votare meno di un cittadino su due. E’ questo che si vuole dai giovani con le facce pulite che abbiamo mandato in parlamento a fare da portavoce, non le riunioni segrete, le assemblea da prima repubblica e le liti. Ognuno può e deve avre le proprie idee, ma sui punti del programma del M5S nessuno deve tergiversare, a prescindere dalle parole e dai toni di grillo. E’ questo che vogliamo e che se non sarà fatto allora è giusto che anche quelli del M5S si arrendano e vadano a casa.

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Il vuoto di contenuti


Gianni Alemanno

Il restauro prima della restaurazione.

Alema(g)nno è l’esempio più lampante di cosa sia la politica in italia. Se si guarda alla sua campagna elettorale manca il benché minimo riferimento a ciò che vorrebbe fare per il futuro della capitale, essendo incentrata tutta sui clandestini cattivi e su ciò che succederebbe se vincesse il marziano marino. Durante la campagna elettorale per il primo turno il sindaco affiggeva manifesti elettorali in cui informava i cittadini di ciò che avrebbe fatto nella precedente legislatura: avrebbe espulso migliaia di stranieri irregolari, avrebbe liberato roma dai campi rom, avrebbe fatto diminuire il numero dei reati etc. Insomma, nessun riferimento ai problemi della viabilità, dei trasporti, del lavoro, del decoro urbano e dei rifiuti etc. Premettendo che anche sui campi rom ha detto una marea di bugie (basti considerare quello di Tor de’ Cenci), salta all’occhio che in questi 5 anni, per stessa ammissione del sindaco, nulla è stato fatto per la città e i cittadini! Perché se davvero espelli uno straniero irregolare ma il traporto pubblico non funziona, i cittadini non ne traggono alcun vantaggio e, dunque, non hai dato alcun apporto per migliorare la città. Siccome tale modo di presentarsi agli elettori non ha funzionato (è arrivato al ballottaggio con 12 punti percentuali da recuperare) ecco che ha cambiato strategia. Tuttavia, ancora una volta, anziché informare i cittadini su come intende proseguire il proprio mandato, ha cominciato ad attaccare marino su cose che, oltretutto, non interessano a chi vive in città: marino è contro la famiglia, marino non è romano (come se lui lo fosse), marino è contro la vita. Il riferimento è, evidentemente, alle idee di marino su procreazione e testamento biologico. Peccato che si tratti di temi di interesse nazionale, sui quali legifera il parlamento e che, quindi, nulla hanno a che vedere con la gestione di un comune, che deve risolvere i problemi concreti dei cittadini, quali lavoro, trasporti, traffico etc. Ed infine, oltre a non rispondere alle domande scomode (parentopoli, linea c della metro etc.) se non che si tratterebbe di balle, la chiusura è in bellezza: assunzioni a fine mandato, inaugurazione del capolinea del tram 8 (soldi spesi per un prolungamento di poche centiania di metri che non si comprende a cosa serve). Ossia tutto il repertorio del politicante vecchio stampo, che oltretutto ha tappezzato la città di manifesti rendendola così ancor più sporca di quanto non lo fosse sotto il suo mandato.

Vuoto di scena …

29 maggio 2013 3 commenti

Franca Rame

Franca Rame

Vuoto di scena :  Imprevista assenza di un attore nel corso della sua parte.

E’ uno dei momenti più brutti che si possono verificare durante uno spettacolo, per gli attori che terrorizzati si guardano attorno smarriti pensando “e ora?”, per il regista che vede il magnifico meccanismo che aveva immaginato rischiare di incepparsi, per il pubblico che capisce che qualcosa non và e sente “l’assenza”.

Ciao Don …

24 maggio 2013 Lascia un commento
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La colpa è sempre degli altri


Il governo Letta giura e un cittadno disperato spara

Il governo Letta giura e un cittadno disperato spara

Tipico del politico italiano è incolpare gli altri, lavandosi le mani! Ancor meglio se vi è un bersaglio più semplice soltanto perché non appartenente al sistema costituito. Un uomo disperato apre il fuoco davanti al palazzo del governo e la colpa è di chi fomenta l’odio nel paese, ossia il M5S. Solo che quell’uomo voleva sparare ai politici italiani, senza distinzioni di sorta. Chi è allora che fomenta l’odio? Il politico aggrappato alla poltrona e ai suoi autoreferenziali privilegi o i ragazzi del M5S che raccolgono firme ai banchetti e rinunciano ad una parte dello stipendio da parlamentari? Capisco che per gente come alemanno è più semplice inserire i parenti e gli amici degli amici dietro le scrivanie delle aziende pubbliche che capire la situazione drammatica che vive molta gente di questo paese, ma fare sciacallaggio – soprattutto in campagna elettorale – è una viltà che non fa altro che aumentare l’odio nei confronti di queste persone. Spiace perché a rimetterci la pelle sono lavoratori da 1000 euro al mese, messi lì a fare da frangiflutti per consentire ai politici italiani di restare distaccati dalla realtà che li circonda. Evidentemente, chi aspetta che ci scappi il morto sono proprio loro, in modo da poter additare gli avversari politici di fomentare la violenza e continuare nel proprio ventennale inciucio spostando l’attenzione. I professionisti della politica sono furbi e qualunque escamotage è buono per tutelare la propria posizione di servitori privilegiati dei poteri forti: anche l’uso della pistola da parte di un disperato! Tanto la colpa è del M5S (se non dei comunisti, che puntualmente vengono richiamati dal macho man di arcore). Che continuino pure a fregarsene dei segnali che arrivano, scostando la responsabilità sugli altri, perché oggi hanno ancora il muruo umano dei poliziotti che hanno bisogno di pagare il mutuo. Ma quando neppure più gli stipendi alle forze dell’ordine riusciranno a pagare, allora sì che dovranno cominciare ad avere paura…

Il pennivendolo del sistema


Stefano Rodotà

Stefano Rodotà – La colpa di essere libero

Leggendo il botta e risposta tra scalfari e Rodotà se ne comprende in maniera chiara e lineare la differenza di stile e di mentalità. Da un lato, un uomo sobrio, ligio al dovere, intelletualmente onesto, la cui unica colpa è stata di essere stato indicato quale candidato alla presidenza della repubblica dal M5S. Dall’altro, un uomo di lettere scaltro, altezzoso e arrogante, servo del potere e del sistema, che addita di antidemocraticità coloro che osano ribellarsi al pensiero unico di cui è la penna fumante. Scalfari è solo il pennivendolo di questo sistema, colui che scrive male degli altri soltanto perché non fanno ciò che lui ritiene giusto. Un uomo che da anni si è auto-eretto a massima espressione della cultura italiana e del giornalismo d’elite, ma che nulla ha di diverso dai politici dell’inciucio, che parlano di cambiamento per far restare tutto com’è. Le sue “sferzate” a chi è contrario al pd e al sistema che tale partito ha contribuito a costruire e difendere puzzano di stantìo e di vecchio. Per comprendere la nefandezza di un uomo auto-referenziale proprio come i politici italiani, basta leggere la risposta pacata e libera di Rodotà (“Sono e resto un uomo di sinistra“, da “La Repubblica”). Adesso, più che mai, ho la conferma che Rodotà sarebbe stato l’uomo giusto per iniziare il cambiamento auspicato dal popolo. Grazie ancora una volta scalfari per avermi aperto gli occhi con il tuo stile unico e inconfondibile di penna al soldo dei poteri forti.

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