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Paradossi all’italiana


L’italiano oggi quando è chiamato a votare va in crisi. Non più comunisti, socialisti, fascisti e democristiani, non più ideali. Il centro-destra è berluscocentrico da quasi 20 anni, il centro-sinistra è da cabaret, solo che anzichè ridere fa piangere. Con i sinistrorsi post-comunisti che si accingono a votare un ex-fascista, che ormai da anni tenta di mettere in discussione il berlusconismo. E la lega populista che promette la difesa della razza fa furore al nord.

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  1. Andrea
    8 settembre 2010 alle 12:47

    Non penso che il problema sia l’assenza di ideali, quanto tecnico: con tangentopoli gli italiani hanno deciso che era finita l’era dei politici, e che il governo doveva passare a gente diversa.
    Un industriale di successo, pratico e avvezzo allo spettacolo (l’uomo nuovo) era il candidato ideale a rilanciare la nostra nazione (se ha costruito un impero industriale dal nulla, potrà aggiustare quest’Italia sgangherata, no?).

    E ammetto che, pur non avendo votato Berlusconi, sono stato felice di concedere un’opportunità anche a lui: per me è stato un sollievo vivere il governo Berlusconi senza la responsabilità morale di averlo votato.

    Solo ora che l’abbiamo provato possiamo dire (senza rimpianti) che il governo di un paese deve essere affidato ai politici.
    E dobbiamo trovare il coraggio di ristaurare i personaggi “vecchia scuola” (come Fini e Veltroni), votarli e ripartire da dove avevamo lasciato (anche a rischio che si ripristini la corruzione e il clientelarismo dei vecchi partiti).

    • 8 settembre 2010 alle 13:15

      Berlusconi non è mai stato “nuovo” alla politica; ha fatto la sua fortuna solo grazie a legami mai chiariti ed essendo “cliente” di Craxi, quindi è stato un errore “dargli una opportunità” in quanto già era chiara la sua completa continuità nella malapolitica, nella corruzione e nel clientelismo. Nulla di nuovo insomma. E ora? Ripassare il testimone agli stessi che lo hanno lasciato fare per 15 anni? Nel segno della spartizione del potere? Gli stessi che erano seduti al fianco dei tangentisti della 1° repubblica ed alle cricche della 2°? Se non sono stati complici, sono stati completamente inutili nel fermare sia i primi che i secondi e allora … andare a casa! Perchè non fanno autocritica e semplicemente si mettono da parte? Mica glielo ha prescritto il medico di fare politica, oppure si credono talemente indispensabili da essere insostituibili? Dati i risultati, non è difficile fare meglio.

  2. Rosario
    8 settembre 2010 alle 13:10

    Dare una opportunità a chi? Fini o Veltroni? Stiamo parlando di quegli stessi Fini e Veltroni che fanno politica da 20 e più anni? Fini ha appoggiato berlusconi per 16 lunghi anni. Veltroni è strato trombato dopo aver malgovernato roma: dove sarebbe la novità con uno dei due? Io credo invece che ci voglia una vera classe dirigente, completamente nuova e fuori da questi partiti colllusi con il potere e, ahimè, non solo…

  3. Andrea
    8 settembre 2010 alle 13:24

    Ok, se riuscite a riesumare Berlinguer avvisatemi.
    Ma non c’è modo (e tempo) di costruire una nuova classe politica. E finché non restituiamo il controllo alla vecchia guardia, non abbiamo speranza che se ne possa formare una nuova.

    Dobbiamo accontentarci di Bersani, Veltroni, Fini, Bindi; in alternativa la nuova classe (non)politica (s)offre Di Pietro, Bossi, Berlusconi.

  4. Rosario
    8 settembre 2010 alle 13:59

    La pratica del male minore!!! No grazie…

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