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Il tafazzismo dei “padani”


Leghisti a Pontida

Leghisti a Pontida

Tutti i sondaggi o pseudo-tali dicono che se si andasse a votare nell’imminenza, la Lega Nord straccerebbe tutti. Ormai da anni si discute sul fenomeno Lega, tanto da far presumere che prima o poi diventerà un argomento da trattare nei libri di sociologia o di scienze politiche. Tuttavia, sarebbe molto più interessante analizzare il fenomeno dal punto di vista dell’elettore leghista. Chi è l’elettore leghista? Ma soprattutto, chi è oggi l’elettore leghista? La Lega Nord nasce sul finire degli anni ’80, sicché svolge attività politica da circa 20 anni. Il movimento nasce con un’idea ben precisa: la liberazione della cosiddetta “padania”, mediante lo strumento della secessione. Tanto era fisso il chiodo che addirittura nel 1996 i componenti proclamarono l’indipendenza della Padania. Basta dare uno sguardo all’art. 6 dello Statuto del partito: “FONDATORI DELLA PADANIA. Coloro che, il 15 settembre 1996 dal palco di Venezia, hanno proclamato l’indipendenza della Padania dando lettura della dichiarazione d’indipendenza e sovranità, della Costituzione transitoria e della Carta dei diritti dei cittadini padani, nonché i Soci Fondatori della Lega Nord intesi come le persone fisiche che hanno sottoscritto l’Atto costitutivo del Movimento del 4 dicembre 1989 assumono la qualifica di Padri Fondatori della Padania“. La Lega, quindi, ha già proclamato l’indipendenza della “Padania”, e lo ha fatto in maniera pacifica, con una auto-dichiarazione dei componenti del partito, da fare invidia a tutti quei movimenti separatisti che nonostante l’uso della violenza (ad esempio l’ETA) non hanno raggiunto lo stesso obiettivo. I ceceni, quindi, dovrebbero andare a lezione da Borghezio e soci. L’iniziale idea della secessione nel corso del tempo si è trasformata in una più modesta idea di federalismo, la quale negli ultimissimi anni ha lasciato il passo all’ancor più striminzita idea del federalismo fiscale. Inoltre, in tutto questo tempo l’unico vero provvedimento federalista emanato dal governo appoggiato dalla Lega è stato l’abolizione dell’ICI, ossia dell’unica imposta davvero federalista esistente nell’ordinamento tributario italiano. In poche parole, l’iniziale sogno di dividere l’Italia non soltanto non ha portato nemmeno alla creazione di imposte locali in sostituzione di quelle nazionali, ma ha addirittura abolito l’unico elemento di federalismo esistente. Ma il Carroccio ha fatto anche di più: da sempre si è proclamato come il nuovo che avanza, il paladino contro gli sperperi dello stato accentratore, contro “Roma ladrona”. Ebbene, i parlamentari leghisti siedono comodamente nelle poltrone delle istituzioni romane, gonfiando allegramente il proprio portafoglio con i soldi dello stato centrale, pianificando e semplificando la strada per il futuro dei figli (trota docet). Senza stare qui ad evidenziare tutte le altre incongruenze di questo “nuovo che avanza” (basta pensare a Maroni a capo del Ministero più accentratore esistente), viene da chiedersi che cosa spinge il “padano” a votare ancora per la lega: dopo 20 anni di attività politica del Carroccio, oggi il padano si sente più sicuro? oppure si sente più benestante? oppure il figlio del “padano”, che non sia il trota, intravvede un futuro migliore? Ma possibile che i “padani” non si accorgano della presa per i fondelli che ne stanno ricevendo? Possibile che non si accorgano che il politico leghista, da Bossi in giù, appartiene allo stesso genus del politico medio italiano, che proclama cambiamenti, ma non cambia mai nulla se non il proprio conto in banca o quello del figlio? Ecco, questo è il fenomeno che dovrebbero studiare politologi e sociologi: il “tafazzismo” dei “padani”. Perché la Lega fa il suo (sporco) gioco politico per salvaguardare i propri interessi, al pari di tutti gli altri partiti e partitini, ma i “padani”, invece, continuano ad essere complici di questa non-novità votandola nonostante non abbiano assistito ad alcun cambiamento negli ultimi 20 anni! La risposta potrebbe essere ovvia: chi scegliere tra pdl e pd? Allora meglio il male minore: basta questo per dimostrare che i “padani” sono in realtà italiani.

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  1. 16 settembre 2010 alle 12:48

    La lega sta facendo egregiamente il suo dovere, difende gli interessi della alta borghesia del Nord con un atteggiamento di chiusura e di arroganza populiste che ricordano molto da vicino il fascismo. Inoltre in gran parte del Nord c’è ricchezza quindi e la maggioranza punta alla stabilità, alla conservazione del proprio stato. Mentre al Sud comanda la malavita organizzata, al Nord le decisioni politiche (e non solo) le prende il potere economico.

    • Rosario
      16 settembre 2010 alle 13:04

      Io non credo che la Lega difenda i poteri forti, perchè i poteri forti sono collusi con tutti i partiti, ma soltanto il proprio tornaconto personale. E’ questo che non si comprende: com’è che i tanto intelligenti padani non se ne siano accorti…

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