Home > politica, società > Il Palazzo blindato

Il Palazzo blindato


Poliziotti in tenuta antisommossa

La Polizia di Stato difende Maroni e Co.

In occasione  del voto alla Camera sulla Riforma “Gelmini” dell’Università, il ministro degli Interni Roberto Maroni ha disposto un imponente spiegamento di forze (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza…manca la Forestale, forse non abbastanza degna di fiducia)  a difesa di  Montecitorio e Palazzo Chigi e di tutte le vie di accesso a suddetti luoghi in cui il Potere Legislativo dello Stato Italiano esercita la propria funzione.  Si sono blindati dentro, o hanno chiuso fuori tutti noi? La capacità coercitiva dello Stato nel suo massimo splendore difende le Istituzioni democratiche da … da … da un’orda di studenti … sì! Di STUDENTI!  Caschi, scudi, manganelli, divise … contro degli studenti, guarda caso proprio quelli che direttamente subiranno gli effetti della riforma di cui si discute dentro quei palazzi. Non sò voi ma io ci vedo un forte valore simbolico : uomini in armi, in divisa, ordinati ed allineati, in assetto antisommossa da contrapporre a dei giovani che stanno costruendo il loro futuro, la loro vita prima ancora di quella del Paese. In un momento in cui l’Italia è unita (cosa rara in 150 anni di storia) nel contestare questa riforma  con una serie di manifestazioni fantasiose, con motivazioni solide, con esperienze di vita e di lavoro precario e pieno di sacrifici, gli uomini di Palazzo si arroccano! Schierano le proprie milizie (proprie!?!? ma gli stipendi, le divise, i manganelli non glieli paghiamo noi?!? Bho!)  e chiudono le porte alle idee. Ecco, mai come in questo momento l’arcinoto solco che divide il paese “reale” dalle istituzioni e dalla politica, si fa tangibile, prende la forma di divise e manganelli. Anzi, questa divisione, questa distanza che il potere prende da tutti noi è voluta,  ostentata,  minacciata! Proprio oggi che la scomparsa di Mario Monicelli ha amplificato una delle sue ultime apparizioni pubbliche in cui auspicava “la rivoluzione” per salvare questo paese alla deriva, questi eventi prefigurano scenari poco incoraggianti di un potere pronto a tutto per non essere scalzato. E allora, la nostra speranza sono proprio loro, questi studenti e ricercatori che combattono (altra cosa rara nell’Italia unita) per difendere il loro futuro già incerto da altri colpi mortali;  spero che resistano, che vincano e che scendano dai tetti e dai luoghi simbolo della nostra cultura nazionale per continuare a protestare e combattere perché in questi anni l’azione di distruzione della scuola è stata costante e sistematica.  Le  forze giovani sono sempre precorsori di grossi sommovimenti sociali e vedere tanta partecipazione tanta decisione è sicuramente un fatto positivo.  In attesa che anche chi non è più studente si alzi dal divano e spenga la televisione, mi godo i lanci di uova, il Colosseo occupato, il tetto del CERN di Ginevra che parla italiano.

Annunci
  1. Rosario
    1 dicembre 2010 alle 16:24

    Uso personale della cosa pubblica: i politicanti che usano la forza PUBBLICA contro il pubblico che si ribella, finalmente, al regime che ha distrutto la scuola PUBBLICA. Gli unici ai quali non interessa il PUBBLICO sono proprio i politicanti che si arroccano nelle istituzioni come se fossero “cosa loro”.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: