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Uso corretto delle forbici


Parlamentari italiani a "lavoro"

Parlamentari italiani a "lavoro"

Draghi ha affermato che per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014 occorre una netta riduzione della spesa pubblica, stimata nel 7%. Io, da umile cittadino, demagogo e populista, proporrei i seguenti tagli:

– dimezzamento degli stipendi dei parlamentari (se un operaio vive con 1000 euro al mese, ad un parlamentare possono bastarne 6000);

– annullamento del vitalizio dopo due anni e mezzo di legislatura (se mio padre dopo 40 anni di lavoro in fabbrica campa con 1100 euro al mese, perché i parlamentari dopo due anni e mezzo di dolce far niente dovrebbero prendere la pensione? Gli venissero semplicemente versati i contributi!!!);

– azzeramento dei benefiti dei parlamentari, come ad esempio le spese mediche (possono pagarsele da soli con quello che guadagnano);

– taglio di tutti i costi aggiuntivi per i singoli uffici dei singoli parlamentari, compresi anche i portaborse;

– dimezzamento del numero dei parlamentari (le leggi del cazzo che promulgano, le possono votare anche 300 persone anziché 600, visto che poi il voto è identico per i rappresentanti di ciascuno schieramento);

– drastica riduzione del numero dei sottosegretari (a cosa servono? qualcuno l’ha mai capita la loro funzione, oltre, ovviamente, ad aumentare le poltrone per ottenere i voti necessari in parlamento?);

– forte ridimensionamento delle auto blu, che dovrebbero utilizzare solo le massime cariche dello stato e solo per missioni urgenti (ciascuno può andare con la propria auto in parlamento o con i mezzi pubblici, come fanno tutti i normali cittadini);

– azzeramento dei finanziamenti pubblici ai partiti (perché dovrei pagare i partiti per farli presentare alle elezioni? Se non sono in grado di mantenersi stessero a casa);

– azzeramento dei finanziamenti pubblici ai giornali (non sono imprese come le altre? se riescono a mantenersi con i soldi dei lettori bene, altrimenti lasciassero il mercato);

– abolizione delle provincie (a cosa servono? ad ulteriormente aumentare le poltrone per gli amici degli amici?);

– azzeramento delle consulenze ministeriali esterne (se lo stato assume un impiegato, pagandolo, perché dovrebbe poi far compiere attività nel suo interesse da una persona esterna?);

– divieto di missioni estere dell’esercito (l’art. 11 della costituzione ripudia la guerra);

– taglio netto del corpo militare, in particolare di marescialli e graduati che svolgono attività di ufficio (ancora non si è capito a cosa servono tutti quei marescialli che abbiamo negli uffici; se scoppiasse una guerra non saprebbero da che parte cominciare);

– azzeramento dei finanziamenti alle scuole private (lo stato, in quanto tale, deve finanziare soltanto le proprie scuole, non anche quelle della chiesa);

– norma che stabilisce il divieto netto per lo Stato di corrispondere al vincitore di un appalto pubblico un prezzo superiore a quello offerto (perché le opere pubbliche aumentano di prezzo nel corso del tempo? Se un imprenditore offre un determinato prezzo e fissa una data di compimento dei lavori, non può chiedere un prezzo maggiore nel corso del tempo e sforare i tempi, pena la risoluzione del rapporto).

Ce ne sarebbero tante altre di spese inutili da tagliare. Per il momento mi fermo a queste, sperando che qualcuno sia in grado di quantificare il risparmio che determinerebbero. Questo, ovviamente, nel mondo dei sogni delle persone oneste, che non riescono a spiegarsi “il privilegio”. Nella realtà, invece, sarà che “con la cultura non si mangia”, che “è nostro compito partecipare alle missioni di pace”, che il discorso sugli stipendi e il vitalizio dei parlamentari è demagogico etc. Conseguentemente, le sforbiciate riguarderanno, come al solito, lo stato sociale, la cultura, la scuola pubblica, le associazioni di volontariato etc. Si accettano scommesse!

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  1. kite
    27 maggio 2011 alle 10:14

    …ad un parlamentare possono bastarne 2000 non 6000 !!!

    • Nes
      27 maggio 2011 alle 10:19

      Ah certo…

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