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La voglia di cambiare


Segnali politici dagli elettori

Gli elettori hanno dato un chiaro segnale

E’ certamente il primo pensiero che viene in mente guardando il risultato delle amministrative. In particolare, è interessante soffermarsi sul risultato di Napoli. De Magistris ha “stracciato” lettieri, l’imprenditore berlusconiano, che nella sua campagna elettorale non ha fatto altro che appiattirsi sullo schema tipico del suo signore. Emblematica l’affermazione che con De Magistris a Napoli sarebbero tornati i soviet! La vittoria, schiacciante, di De Magistris significa che c’è una parte, una grande parte, della popolazione partenopea che finalmente ha avuto il coraggio di ribellarsi allo stato delle cose. De Magistris, politicamente, è un esponente dell’IDV, ossia di un partito che a Napoli raccoglie, in genere, qualche migliaio di voti. La sua vittoria significa, quindi, che la gente ha votato la persona e non il partito che rappresenta. De Magistris ha sconfitto, contemporaneamente, la vecchia classe dirigente del pd, macchiatasi di malgoverno negli ultimi decenni (bassolino, iervolino & C.) e la vecchia classe dirigente connivente con la malavita (cosentino & C.). Ed è soprattutto quest’ultimo successo che porta brividi di gioia, che fa pensare ad una parte di Napoli finalmente libera dal vecchio servilismo del voto di scambio o del voto di speranza. Difficilmente De Magistris riuscirà a risolvere gli annosi problemi della città bella e maledetta; sono così grossi e territorialmente radicati nella mentalità che sarà impossibile estirparli per chiunque e, soprattutto, in breve tempo. Ma almeno mi aspetto una gestione trasparente della cosa pubblica, con lo sradicamento di ogni connivenza con la malavita che ha portato la città alla decadenza completa. Sarebbe già un grande segno di rinnovamento, sul quale poggiare le basi di una nuova, lenta ma progressiva rinascita. Niente più speranza, ma solo fiducia e piccole cose, perché la bacchetta magica non esiste, ma l’onestà e la coscienza sì. Ed è questo il motivo per cui esulto all’esito elettorale partenopeo: ha vinto la parte per bene del capoluogo campano, quella che si è ormai rotta i coglioni della vecchia e sporca classe dirigente, della classe del malaffare.

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