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Il baffetto malefico


D'Alema

D'Alema

Un giorno disse: “La sinistra di per sé è un male. Soltanto l’esistenza della destra rende questo male sopportabile” (intervista all’Espresso del 19 dicembre 2003). In realtà, è proprio lui il vero male della sinistra. Il presuntuoso velista, che sembra guardarti sempre dall’alto in basso, è uno dei motivi per cui la sinistra italiana è naufragata miseramente negli ultimi 20 anni. Uno di quei saccenti trasformisti, che con la caduta del muro si è improvvisamente adeguato alla storia, traghettando il pci al pds, poi ai ds e, infine, fondendosi con i democristiani riciclati della seconda repubblica, al fantastico pd di ultima generazione, di cui costituisce la longa manus con la quale si accaparra sempre qualche poltroncina istituzionale. In questo momento dovrebbe essere il presidente del comitato di controllo sui servizi segreti (Copasir). Bisogna anche accontentarsi, dopo essere riuscito nell’intento di diventare presidente del consiglio dei ministri facendo cadere il primo governo Prodi. Quel governo ha avuto un unico sussulto: la mitica bicamerale, ossia il più grande inciucio della storia italiana, che ha preparato il terreno a quel berlusconismo  che, nella sua mente, renderebbe più sopportabile la sinistra. Il baffetto malefico lancia anatemi nei confronti di chi cerca di emergere, perché guai ad offuscarlo all’interno del suo orticello, che sapientemente dirige da dietro le quinte, tessendo le lodi di chi, come bersani, anche se brav’uomo, non ha la capacità di detronizzarlo. Ecco allora che dapprima afferma: “Vendola è l’unico in grado di rilanciare un’idea di sinistra in chiave moderna, gli altri mi sembrano troppo disorientati” (Corriere della Sera del 25 maggio 2008), poi, allorquando Vendola comincia ad acquisire consenso, chiedendo le primarie della coalizione, sbotta: “Nichi, giù le mani dal pd”. In realtà, chi dovrebbe mettere le mani giù dalla politica è proprio lui, che con la sua superbia continua ad aggrapparsi al potere senza il quale non saprebbe come trascorrere le giornate. In un’intervista a Repubblica Radio Tv del 27 maggio 2009 disse: “Una delle ragioni per le quali io posso risultare ostico persino ad una parte dell’elettorato di sinistra è che io faccio sempre politica, anche in campagna elettorale”. Appunto! Visto che fa politica da quando è nato, navigando dalla vecchia alla nuova sinistra, perché non decide finalmente di rendere la vita meno ostica all’elettorato di sinistra togliendosi dai coglioni?

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