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Non se ne vogliono andare


I costi della politica

I costi della politica

“Soltanto gli organi di informazione hanno messo in campo una connessione tra il mio intervento al Parlamento di ieri e il comportamento dei mercati. I mercati reagiscono per ragioni proprie che sono distanti sia dalla realta’ economica che dalla politica”, così il macho man di arcore ha commentato l’andamento odierno della borsa di milano. Io concordo con tale analisi, perché la borsa, secondo me, è un mondo alieno, senza regole, nel quale gli speculatori fanno ciò che vogliono, guadagnandoci anche un bel po’ di soldini. Però, l’affermazione del premierre contraddice la sua scelta di ieri di spostare il discorso in parlamento alla chiusura dei mercati. Se, secondo lui, non ci sarebbero state connessioni tra le due cose, perché mai ha deciso di aspettare la chiusura dei mercati per fare il tanto atteso quanto inutile discorso alle camere dei delinquenti?  E se la borsa avesse chiuso con segno positivo, il macho man di arcore avrebbe comunque detto che non esiste alcuna connessione tra le due cose? O si sarebbe, per sbaglio si intende, assunto i meriti della risalita correlandola alle sue utilissime parole pronunciate dinannzi alla casta? Peccato che non sia possibile avere la controprova! Ma al di là del politichese al quale gli (auto)eletti ci hanno abituato da tempo immemore, tanto che nemmeno ci si fa più caso alle contraddizioni dei loro discorsi e alle evidenti balle che si inventano, ciò che salta agli occhi, per l’ennesima volta, è che mai nelle loro parole si sente chiedere scusa alla popolazione per lo stato in cui la stanno riducendo. Non è mai colpa loro: è colpa degli speculatori, dei terroristi, degli immigrati clandestini, della mafia, del debito americano, ma mai la loro che governano questo paese da 50 anni e passa. Sono sempre lì, con le loro facce distese e allegre, consapevoli che, anche se cadesse il mondo, loro i loro porci privilegi continuerebbero ad averli! E’ vero, si son ridotti le ferie da 6 a 5 settimane, come se ci avessero fatto chissà quale gradita concessione: ma quale lavoratore ha 5 settimane lavorative di ferie consecutive? In effetti, loro lavorano tanto, hanno bisogno di riposare il ditino che inseriscono nel buchetto per votare, soprattutto i pianisti! Ecco, se fossi in loro me ne andrei in ferie a vita, facendo l’unico atto di buon senso che sarebbe apprezzato dagli estranei alla casta: andare affanculo! Che si levassero dalle palle finché sono in tempo quei parassiti: non se ne può proprio più di vedere quelle immense facce da culo!!!

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  1. 4 agosto 2011 alle 14:18

    Perché ostinarsi a chiamarli “Parlamentari “Presidenti” “Senatori”.
    Chiamiamoli con il loro vero nome.http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/08/nel-mentre-tagliano-le-spese-sociali-e.html

    • Nes
      4 agosto 2011 alle 14:27

      Più che chiamarli deliqnuenti…

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