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La scintilla


Rivolta a Londra

Rivolta a Londra

Teppisti? Vandali? Delinquenti? Bollati con qualsiasi termine spregiativo, a voler minimizzare ciò che davvero può rappresentare la rivolta scoppiata a Londra e propagatasi in poco tempo nelle maggiori città inglesi. Nessuno che evidenzi il disagio sociale in cui versa la maggiornaza della popolazione degli stati occidentali, determinato dai burocrati in doppio petto, dai professionisti del potere con il colletto bianco e il sorriso da ebete stampato sul volto, che stanno rubando il futuro alle nuove generazioni, facendo del profitto l’unico interesse da perseguire. Ogniqualvolta qualcuno si ribella al potere costituito si grida alla delinquenza di giovani sbandati che avrebbero l’unico obbiettivo di crare disordini. E’ la propaganda di chi, forte del consenso della maggioranza drogata da continue iniezioni di finta democrazia e da un’informazione asservita agli interessi delle lobbies, cerca disperatamente di lasciare le cose come stanno, per il timore di perdere i privilegi di cui gode. Ma la scintilla è scoccata, ovunque, grazie alla rete, unico strumento di vera democrazia, dove l’informazione non è filtrata da chi cerca, disperatamente, di anestetizzare la società in cui viviamo per continuare impunemente a fottere la massa. La marea è sempre più alta e investirà l’intera casta predominante, fatta di finanzieri senza scrupoli e politici dal compromesso facile, coalizzati nella corsa al denaro e al benessere. Allora si comprende perché la violenza trova per costoro una giustificazione soltanto quando propedeutica al mantenimento dei loro privilegi e dei propri interessi, ma non quando proviene dalla massa stanca del loro operato e che cerca di uscire dalla corsia nella quale è stata inserita. Come se abusare del potere ricevuto attraverso la farsa delle elezioni democratiche non fosse un reato ancor più grave: è più delinuente e violento un no-tav che si oppone alla deturpazione del proprio territorio lanciando sassi e moltov oppure un dirigente di partito che prende mazzette per consentire lo sversamento di colate di cemento sul territorio nel quale viviamo? E’ più delinquente un giovane che distrugge una vetrina di un negozio e ruba generi alimentari oppure un parlamentare connivente con la mafia? La vera violenza, quindi, è dei governanti che, anziché perseguire il benessere collettivo, fanno leggi nell’interesse dei pochi e forti, in cambio dell’appoggio elettorale e di privilegi. La vera violenza è dei parlamentari che per far fronte alla crisi da loro creata tagliano le pensioni alla povera gente anziché le province e i loro vitalizi. La vera violenza è di chi, in america, si rifiuta vergognosamente di aumentare le tasse ai ricchi per far fronte alla grave situazione economica del paese, risolvendola con il taglio della spesa sociale. Allora, la violenza non è della massa che si ribella, ma di coloro che l’hanno precipitata in questa situazione! Il divario sociale tra ricchi e poveri, tra lusso e fame, ormai, è divenuto insostenibile e più continuano in questo loro atteggiamento conservatore più verrà fuori la rabbia di chi non ne può più della situazione in cui ci hanno cacciato. Siamo solo all’inizio di una nuova primavera, il loro tempo è finito!

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