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Scuole pericolanti


Pericolo scuola!!

Pericolo scuola!!

Il VI Rapporto (su sicurezza, qualità e confort) di Cittadinanzaattiva sugli edifici scolastici italiani è davvero drammatico. L’indagine è stata svolta in 132 scuole di ogni ordine e grado, dislocate in 12 regioni, per un totale di oltre 41.269 studenti.

I luoghi da “bollino nero” sono aule, palestre e bagni. Le prime “presentano crolli di intonaco in un caso su cinque e altri segni di fatiscenza nel 29 per cento dei casi”. In un’aula su cinque il pavimento è sconnesso e in un quarto le finestre sono rotte. E le cose non vanno certo meglio sul versante arredi se il 15 per cento dei banchi è danneggiato e più della metà di armadi e librerie non sono ancorati alle pareti. Alle aule spetta anche il titolo di “ambiente più sporco” con polvere, sporcizia e imbrattamenti soprattutto sugli arredi almeno in un terzo dei casi.
Si legge, tra l’altro, nel rapporto: “Una cantina umida per fare ginnastica, spazi verdi incolti e privi di recinzione, aule riscaldate con stufe elettriche alla faccia del risparmio energetico, termosifoni che cadono, aule poste sotto il livello stradale, porte scrostate, infiltrazioni di acqua, tubi e fili a vista, pavimenti e sanitari vecchi e rotti, impianti elettrici risalenti agli anni Quaranta, ascensori non collaudati”. A due scuole su tre è stato appioppato un punteggio che va da ‘appena sufficiente’ a ‘pessimo’. Gli istituti che ottengono un giudizio di ‘buono’ e ‘discreto’ sono rispettivamente 12 e 33: il 34 per cento. Sei dei sette edifici trovati in pessime condizioni sono frequentati da piccoli della scuola dell’infanzia, che rischiano più di tutti”. “Anche quest’anno – afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva – abbiamo registrato un peggioramento nella situazione delle nostre scuole, soprattutto per quelle situate in zone a elevato rischio sismico”. “Per questo – continua – al governo, agli enti locali e a tutti i cittadini che hanno a cuore l’interesse dei più giovani chiediamo di considerare l’emergenza sicurezza delle scuole come priorità. Parlare di cento scuole da mettere in sicurezza è davvero troppo poco: al governo chiediamo di dedicare alla sicurezza delle nostre scuole un impegno economico pari ad una missione di pace all’estero”. Chi potrà mai ascoltare questo appello? Di certo non questo governo di puttanieri che sta facendo di tutto per distruggere la cultura in Italia. Del resto, il berlusconismo si è sempre cibato dell’ignoranza di chi vede nel macho man di arcore un simbolo di virilità e successo. Non di certo gli enti locali, che, tra tagli del governo e ruberie, non hanno nemmeno un centesimo in cassa per tappare le voragini che si aprono nelle strade. Né, almeno per il momento, la classe media italiana, che è stata stordita dalla propaganda di questi politici, che hanno fatto passare un nuovo modello di società, fondato sull’individualismo e il personalismo, sulla caccia al profitto e la bella vita l’unico obbiettivo di una vita dignitosa. Io credo, tuttavia, che, essendo la scuola pubblica un patrimonio essenziale di intelligenze, i soldi si possano trovare in due modi: destinando alla scuola pubblica i vitalizi che i politici delinquenti continuano impunemente a beccarsi e i fondi riservati alle scuole private, le quali possono andare avanti con le sole esose rette che pagano i genitori di chi sceglie, consapevolmente, tali istituti. Del resto, di recente ha fatto grande scalpore il caso del vitalizio riconosciuto alla pornostar cicciolina! Come se gli altri ne avessero più diritto! Questi politici ci hanno portato alla bancarotta e pretendono anche di essere ricompensati! Allora occorre eliminare i vitalizi ai parlamentari ed i soldi così risparmiati vanno destinati alla ristrutturazione degli edifici scolastici, perché gli studenti sono più importanti dei puttanieri istituzionali.


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