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Come volevasi dimostrare


Alessio Rastani, trader di borsa, in un’intervista alla BBC ha detto: “Mi spiace dirlo ma sono giorni che sogno una nuova recessione. E’ la verità, lo sanno tutti che c’è chi si puo’ fare tantissimi soldi grazie alla recessione”. Finalmente qualcuno che ha travato il coraggio di dire come stanno realmente le cose: la crisi non è un problema per la finanza, anzi è gioia e felicità, perché apporta profitti! La informazione, controllata proprio dai poteri forti della finanza, ha sempre nascosto la verità: bruciati 370 miliardi, bruciati 200 miliardi, le borse a picco… Niente si crea e niente si distrugge: i soldi investiti in borsa da qualche parte finiscono! Ultimamente stanno ingrossando le tasche sudici dei grandi finanzieri senza scrupoli. E gli stati cosa fanno? Anziché intervenire sul sistema finanziario malato, producono manovre lacrime e sangue, con le quali tagliano lo stato sociale, tassano i cittadini, i piccoli risparmiatori e coloro che sono le vere vittime di tale sistema. E peggio ancora reprimono chi osa protestare, pacificamente per giunta, dinnanzi ai templi della finanza. Se proprio non si vuole chiuderle, perché non si interviene quantomeno a regolare per bene gli scambi di borsa? Perché non si tassano le rendite finanziarie? Nessuno lo dice! Né i capi di stato, né i grandi economisti, né l’informazione faziosa e disinformante che domina sui media. La verità è che i governanti sono marionette nelle mani della finanza, che li manipolano attraverso lo scambio di voto: io ti faccio eleggere, tu fai i miei interessi! Occorre allora un cambiamento radicale del sistema, che deve avere come obiettivo non più il profitto, ma il benessere sociale. Per fare ciò non è sufficiente il radicale azzeramento della classe politica connivente con l’attuale sistema, ma una modifica sostanziale delle relazioni economiche e sociali. Le imprese devono essere capitalizzate realmente, mediante l’apporto di capitali provenienti dalla produzione reale che crea lavoro, non con le speculazioni borsisitiche soggette a imprevedibili fluttuazioni decise dal potere oscuro della grande  finanza. E’ solo eliminando la corsa al profitto che si può costruire un mondo diverso, nel quale contano gli uomini e non i soldi, le idee e non la competizione sfrenata, il merito e non le conoscenze. E’ per un mondo migliore che bisogna lottare, a costo di subire le repressioni del sistema che difende sé stesso!

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  1. 28 settembre 2011 alle 12:42

    Vero o falso? La Rete si interroga sul trader, o presunto tale, Alessio Rastani. Lunedì 26 settembre ha rilasciato un’intervista choc alla Bbc News. Alla domanda su come ridare fiducia ai mercati, Rastani ha risposto: «Ogni notte vado a letto e sogno un’altra recessione», l’unico modo per arricchirsi in fretta, secondo lui.

    O ancora: «Nel giro di anno i vostri risparmi o la vostra pensione potrebbero essere spazzati via. Credere che i governi possano risolvere questa situazione è solo una speranza. I governi non comandano il mondo. Goldman Sachs comanda il mondo».

    Gli intervistatori sono rimasti a bocca aperta e, nel giro di 24 ore, la sua pagina Facebook si riempie di commenti, tra offese e ringraziamenti per aver detto la verità. Nascono anche parecchi gruppi che si augurano la sua morte. Su Twitter diventa un trend, e in tanti iniziano a sospettare che si tratti di una bufala.

    Il Telegraph http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/8792829/BBC-financial-expert-Alessio-Rastani-Im-an-attention-seeker-not-a-trader.html ha cominciato a investigare. E ha scoperto che Rastani non è così qualificato come sembra. Tanto per cominciare vive con la sua compagna Anita Eader in una bifamiliare da 200 mila sterline a Bexleyheath, a Londra sud. La casa, sulla quale pende un mutuo della Royal Bank of Scotland, appartiene alla Eader. Il suo versamento più recente sarebbe di 948 sterline. Inoltre non sarebbe mai stato autorizzato dall’Autorità per i servizi finanziari inglesi a operare alla City, dove infatti non avrebbe mai messo piede.

    La voce che gira in Rete è che Rastani faccia parte degli Yes Men, http://theyesmen.org/ un gruppo di attivisti che si diverte a impersonare dirigenti di aziende, ridicolizzandoli. Forbes lhttp://www.forbes.com/sites/emilylambert/2011/09/27/trader-or-prankster-we-called-alessio-rastani-and-asked/ ‘ha intervistato e lui ha sostenuto di non essere una bufala. Al Telegraph, invece, ha dichiarato: «Mi piace stare al centro dell’attenzione. È per questo che ho parlato alla Bbc. Lavorare in Borsa è come un hobby, non un business. Sono un gran parlatore. Amo parlare in pubblico».

    La Bbc si è sentita in dovere di replicare. Un portavoce ha commentato: «Abbiamo fatto delle indagini approfondite e non abbiamo trovato proce che l’intervista con Alessio Rastani sia stata un falso. È un trader indipendente e una delle tante voci che abbiamo mandato in onda per parlare di recessione». Il mistero continua.

    Speechless BBC Come Trader Alessio Rastani Indica la Verità, collasso, Goldman Regole Mondiale

    • Nes
      28 settembre 2011 alle 13:57

      Non è importante la veridicità o meno del trader, ma il contenuto di ciò che dice…

  2. 29 settembre 2011 alle 16:25

    sai cosa? tu scrivi “Niente si crea e niente si distrugge: i soldi investiti in borsa da qualche parte finiscono” … poi arrivi a dire più o meno quel che penso io, ma ci metti sta frase che confonde molti, che cadono nel tranello del gatto e la volpe peggio di pinocchio.

    che partono a ragionare di “crisi” immaginando che esista un campo dei miracoli dove i centesimi si trasformano in alberi di euro … e chiedono la spartizione del raccolto

    ma in borsa non si investono soldi veri, si investono “ipotesi di soldi” “lettere di soldi” “parole di soldi” (che non san fare sti soldi eh?!), le speculazioni non producono soldi veri, immaginano soldi che potrebbero arrivare (dal campo dei miracoli o da un campo di guerra aperto apposta …dove però nessuno coltiva soldi ma solo morti) ma che di fatto non son in tasca a nessuno

    Niente si crea … è vero … niente si distrugge … ma semplicemente perchè di niente si parla … si parla di non soldi investiti in borsa , nel gioco del Monopoli Mondiale, che diventano soldi veri solo nel momento in cui si arriva a fine partita .. quando chi ha giocato con soldi ipotetici pretende di esser saldato con soldi veri … e li va a chiedere a chi neppure stava nelle vicinanze del tavolo da gioco … (mi sa che son andata troppo di metafora … )

    il punto non è regolamentare o tassare le rendite finanziarie, è capire che la finanza non produce nulla, stando che ha come solo obiettiivo quello di far riprodurre banconote, ma le banconote non copulano, non figliano, son sterili …
    il punto è farsi una ragione che non si può vivere di rendita … si vive di lavoro, si vive di terra, si vive con e per le risorse che si hanno a disposizione, si vive perchè si mangia pane che si produce col grano … non con la “grana”

    e ovviamente non sto aprendo una polemica con te, avevo solo voglia di confrontarmi su qualcosa che io trovo sia troppo spesso assente nelle riflessioni di molti sulle “origini della crisi” … l’origine della crisi è nell’avidità di ognuno e nella stupidità con cui abbiam creduto tutti al gatto e alla volpe (per tutti intendo anche chi ha sottoscritto un fondo pensioni, chiedendogli di assicurargli una rendita ….senza preoccuparsi di capire come il fondo gliela poteva assicurare … e ora scoprirà che per far salire il valore del fondo il fondo spinge per dei bei licenziamenti che fan salire il valore delle azioni dell’azienda su cui il fondo ha investito …. magari proprio quella dell’operaio che ha sottoscritto il fondo …)

    • Nes
      30 settembre 2011 alle 07:19

      Non stai dicendo cose diverse da quanto è scritto. Tuttavia, la tassazione delle rendite finanziarie può servire a togliere qualcosa a chi ha speculato, perché magari sarà pur vero che si investono “non soldi”, ma nel momento in cui chi li ha investiti vende i propri titoli incassa soldi “veri”. Allora perchè non tassarli? Ovviamente sempre come male minore, perchè sarebbe ancor meglio chiudere quei mausolei che hanno come unico obbiettivo il profitto!

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