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La vera violenza è l’indifferenza dei politicanti


La cosa che più infastidisce dei noti fatti di Roma sono le dichiarazioni dei politicanti che stanno ormai sui coglioni al 99% della popolazione. Sempre tempestivi quando si tratta di strumentalizzare le violenze condannandole unanimamente, mai quando si tratta di prendere decisioni nell’interesse della collettività. Sembra quasi che stiano lì davanti alla tv nella speranza che prima o poi qualcuno incendi un’auto o lanci un sasso ai tutori dell’ordine pubblico per chiamare l’ansa e fare la propria dichiarazione tanto moralistica quanto faziosa. Il giochetto è ormai noto: scaricare le responsabilità sugli altri in modo da spostare l’attenzione dalla loro attività politica affaristica finalizzata notoriamente soltanto a tutelare i propri interessi. Le manifestazioni degli indignados, in tutto il mondo, sono un sintomo della volontà di cambiare il sistema! Loro lo sanno, ma, come al solito, non danno risposte a queste cose, perché non gli conviene. Allora aspettano con ansia l’atto di violenza per spostare il bersaglio e far convergere l’attenzione di tutti, a cominciare dai media loro servi, sui cattivi della situazione. Gli atti di violenza erano premeditati? C’era una strategia dietro? Certo! Chi può negarlo? Ma c’è stato un politico, e dico uno, di qualunque schieramento, che, pur bollando la violenza come sbagliata, abbia evidenziato la propria responsabilità per l’attuale stato delle cose che è a fondamento di quegli atti di violenza? Certo che no. Il ministro Sacconi: «Siamo in presenza di una violenza vergognosa che non ha la minima dignità politica, è una violenza comune che merita solo una parola: repressione». Gianfranco Fini: «Tale ignobile episodio è espressione di una logica criminale e deve indurre tutti, istituzioni, parti sociali e partiti a condannare con fermezza questa inaccettabile violenza, nella consapevolezza della necessità di un forte impegno a difesa della democrazia, della legalità e della libertà nel nostro Paese». Gasparri: «Le violenze sono alimentate da cattivi maestri». Bersani: «Oggi a Roma si sono viste cose incredibili e vergognose. Bisognerà capire come sia possibile che una banda di centinaia di delinquenti abbia potuto devastare, aggredire, incendiare e tenere in scacco per ore il centro di Roma». Vendola: «Oggi a Roma sono andate in scena due manifestazioni. Una è quella meravigliosa di centinaia di migliaia di persone che hanno lavorato per portare i loro simboli, per manifestare pacificamente lo spirito di rivolta contro un destino di precarietà che rischia di risucchiare il senso della vita di questa generazione. Dall’altra parte c’è stata un’altra manifestazione. Quella di minoranze di teppisti, di black block che come si è visto, sono innanzitutto in azione per togliere la scena agli ‘indignatì, per prendere loro la parola, e loro parlano bruciando auto e rompendo telecamere». E poi tanti altri, sullo stesso stantio genere politichese. Ovviamente, non ce n’è stato uno che abbia detto: «E’ anche colpa nostra quello che è successo! Non siamo riusciti a dare ai giovani ciò di cui hanno diritto!». Questa gentaglia, serva dei poteri forti, parla di dignità politica, di democrazia e di legalità senza avere la decenza di ammettere le proprie responsabilità, di andare a casa per evidente inferiorità, ma soprattutto di zittire quando loro stessi sono la causa prima delle violenze che condannano. Perché la violenza maggiore che la popolazione subisce è proprio quella dei governanti che anziché dare risposte al malcontento crescente verso un sistema chiaramente fallimentare, prende a pretesto le conseguenze estreme di tale malcontento per continuare a governare come se nulla fosse! Da domani si ricomincerà a parlare di come salvare le banche o di intercettazioni: tanto, come dice obama, gli indignados manifestano soltanto la frustrazione del popolo verso la situazione attuale. Non capendo che è proprio tale indifferenza a scatenare la violenza!

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