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L’Italia crolla ma loro comprano cacciabombardieri


Soldatini d'oro!!

Soldatini d'oro!!

Sapevate che l’Italia è all’8° posto al mondo per spese militari, davanti anche alla Russia di putin? Sapevate che il nostro esercito professionale conta ancora 190mila uomini, tra i quali il numero dei comandanti -600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali- supera quello dei comandati? L’Italia è un paese di santi, navigatori e marescialli, il cui aiuto alla causa ancora non si è ben capito (se non quello alla propia causa)! E adesso la Commissione Difesa della camera è pronta a stanziare altri 500 milioni per l’acquisto di nuovi armamenti militari (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/23/blindati-carri-armati-shopping-list-della-difesa-costa-milioni/172552/). L’Italia crolla per le piogge e anziché stanziare i fondi per mettere in sicurezza il territorio contro il dissesto idrogeologico, continua ad arricchire le lobbies delle armi! Non siamo un paese in guerra, né ci sono avvisaglie di un possibile conflitto con i nostri vicini o di caratura mondiale, eppure, pur essendo il fanalino di coda in tutte le classifiche mondiali “positive”, siamo in grado di competere con le altre nazioni sul piano degli armamenti militari. Secondo le stime servirebbero 40 miliardi (anche solo 10 secondo altri) per rimettere in sesto il nostro territorio, mentre la spesa militare annuale si aggira sui 20 miliardi: basterebbero due anni di risparmio sull’acquisto di carri armati e fregate per missioni inutili per risanare il territorio dell’intera nazione ed evitare così le tragedie cui abbiamo assistito in Liguria e Sicilia. Sarà un caso che il miglior ministro dell’economia europeo (secondo il financial times), lo svedese Borg, nel 2007 ha costretto alle dimissioni il ministro della difesa svedese a causa dei tagli fatti al suo ministero. Tagli che hanno permessoalla Svezia, insieme ovviamente ad altri interventi, di aumentare l’occupazione e di avere l’economia più florida tra i paesi europei. Perché una scelta così semplice non la si fa da noi? Le industrie belliche italiane sono le uniche (insieme alle aziende del macho man di arcore) che in questi anni di crisi hanno visto crescere, smisuratamente, il proprio fatturato: c’è qualche collegamento tra le due cose? Di sicuro le industrie belliche sono tra i poteri forti non solo in Italia, e di sicuro l’Italia è un paese di “aderenze e amicizie”, con nota propensione alla corruzione e al voto di scambio. Si dice che a pensar male non si sbaglia mai…

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  1. 6 settembre 2014 alle 00:16

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  1. 12 febbraio 2015 alle 01:47

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