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L’equità del banchiere


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Sin dal suo insediamento, Monti aveva promesso una manovra dura, con sacrifici, ma “equa”. Equo significa convenevole, giusto, ragionevole. Equità sociale implica la uguaglianza di trattamento tra i componenti di essa, che tenga conto delle differenze tra gli stessi. La manovra del banchiere è equa? Secondo me basta un dato per tutti per rispondere negativamente: l’imposta sui beni immobili. Perché nemmeno con la sua riammissione si è finalmente deciso di farla gravare sui beni della chiesa? Perché si continua a mantenere un privilegio che, in quanto tale, non ha alcun elemento di convenienza, giustizia e ragionevolezza? Tale differenza di trattamento è inammissibile, soprattutto in uno stato non confessionale quale dovrebbe essere il nostro. Questa è l’equità promessa da Monti! E poi: innalzamento dell’età pensionabile, superbollo, aumento dell’iva, aumento delle accise su benzina e diesel etc.  Io non so se Monti è una persona onesta e voglio dare per pacifico che lo sia, ma di certo è un uomo dei poteri forti, il quale, come al solito, si è visto bene dal colpire i grandi capitali, le banche, le compagnie assicurative, le imprese che inquinano, i grandi gruppi editoriali né le rendite finanziarie! Nemmeno è intervenuto in maniera decisa sui costi della politica: abolizione delle provincie, dimezzamento del numero dei parlamentari, drastica riduzione degli stipendi dei parlamentari, drastica riduzione della auto blu, annullamento dei vitalizi con effetto retroattivo, annullamento delle consulenze esterne dei ministeri e degli enti pubblici etc. Insomma, nulla di nuovo sotto il cielo: sacrifici sempre per gli stessi e privilegi sempre per gli stessi. E c’era bisogno di scomodare fior fiori di professoroni per fare una manovra del genere? E c’era bisogno di abusare così tanto del concetto di equità per presentare la solita manovra sangue e lacrime, il cui unico scopo è salvare il culo alle banche indebitate? Per quanto siano state sentite le lacrime del ministro Fornero, e non lo dico ironicamente ma con un pizzico di condivisione, l’equità, cari professori, è altro e di certo non ce l’aspettavamo da voi…

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