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Le comiche delle opere pubbliche italiane


Metro C

Metro C - specialisti in buchi

Di fronte alle cose che accadono nel nostro paese si ha davvero la sensazione di assistere ad uno spettacolo comico. Soprattutto ci si rende conto di come le più note imprese di origine italiana siano dei parassiti dello stato. Leggendo il Corriere vengono fuori numeri sconcertanti sui costi della linea C della metropolitana di Roma ( leggi l’articolo del Corriere della Sera). E vengono fuori una molteplicità di dubbi e interrogativi: perché i costi per un’opera pubblica in Italia lievitano sempre all’infinito 8si pensi all’alta velocità)? Perché a Madrid riescono a fare una linea metropolitana in 36 mesi, mentre qui nemmeno in 26 anni? Qualcuno potrebbe rispondere che Roma ha bisogno delle indagini archeologiche. Ma gli intelligentoni che progettano queste opere non sanno che la città è piena di resti della più grande civiltà della storia che il mondo abbia conosciuto? E poi: perché i lavori pubblici vengono affidati sempre ai soliti noti? Io non credo che non esista un modo per evitare di trasformare le opere pubbliche, necessarie per la collettività, in strumento di profitto spropositato per le solite imprese parassite. Ad esempio, perché nei contratti d’appalto non si inseriscono clausole che impongano il rispetto dei tempi previsti dal progetto e il tetto massimo della rivalutazione dei costi? Perché non si impone che le consulenze vengano fatte da coloro che già sono nella pubblica amministrazione e quindi dalla stessa già pagati, senza costi aggiuntivi per pagare le consulenze esterne? Forse è perché le opere pubbliche non sarebbero più appetibili per i vampiri che vivono facendo profitto succhiando il sangue di una intera popolazione? Bene, allora l’opera pubblica non la si fa, fino a quando non si trova un’impresa, per bene, che assicuri la realizzazione dell’opera, liberanoci dalla vischiosità che caratterizza le gare d’appalto fatte dallo stato. Qualcuno potrà pensare che il discorso sia troppo semplicistico, vero. Ma la verità è che l’ecnomia è molto più semplice di quanto ci vogliono far apparire. Chi la mette sul piano delle difficoltà che non tutti possono comprendere in realtà cerca solo di disinformare, per evitare di cambiare uin sistema marcio, nel quale lo stato, anziché essere un ente di realizzazione del bene collettivo, diventa un cadavere sul quale gli sciacalli si fiondano per racimolare quanto più è possibile.

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Categorie:politica, società
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