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La cricca (almeno) oggi non ride


Alemanno e Roma 2020

Alemanno e Roma 2020 - le due facce del decadimento della capitale

Il banchiere ha detto no alla candidatura di Roma per le olimpiadi del 2020 e la cricca piange. Finalmente una scelta del governo sulla quale concordare, anche se per motivi diversi da quelli indicati da monti. Se Roma fosse stata candidata e avesse ottenuto le olimpiadi vi immaginate cosa sarebbe successo? Miliardi di soldi pubblici spesi per opere pubbliche affidate alle solite ditte “sponsorizzate politicamente”, che avrebbero deturpato il territorio per costruire opere in gran parte poi inservibili. Sì, perché basta guardare quel che è successo nelle più recenti manifestazioni sportive mondiali assegnate al nostro paese o più semplicemente ai grandi eventi: mondiali di nuoto del 2009, G8 della Maddalena, 150° dell’unità d’Italia. Non solo i costi inizialmente previsti lievitano magicamente e a dismisura (leggi l’articolo su “La Repubblica” sul malaffare negli appalti), ma poi le opere che vengono compiute spesso sono inservibili o comunque non più utilizzabili o utilizzate dopo l’evento. Così, per i mondiali di nuoto 2009 svoltisi a Roma, le imprese appaltatrici hanno costruito piscine più lunghe dei 50 metri o con soffitti pronti a crollare. Situazioni grottesche, alle quali si aggiungono poi le furbate del rilascio di licenze edilizie in favore di circoli privati senza il rispetto delle normative, con conseguenti numerosi abusi edilizi. Pensiamo, per tornare più indietro nel tempo, a Italia ’90, per la quale solo gli stadi costarono 1.248 miliardi di lire, ossia il doppio di quanto preventivato, e molti dei quali fatti male e il Delle Alpi di Torino poi abbattuto. La chiusura alla candidatura di Roma, dunque, ha semplicemente evitato nuovi scandali e l’arricchimento della cricca, che, dopo aver riso per il terremoto dell’Aquila, stavolta non potrà che piangere pensando a quel che avrebbe potuto essere e non sarà. Purtroppo questa è l’amara realtà, perché ad oggi la classe dirigente italiana (dai funzionari pubblici ai vincitori degli appalti per le opere pubbliche) non è in condizioni, morali e di competenza, per poter affrontare un evento come le olimpiadi, perché un evento in sé positivo, in grado di portare miglioramenti e vantaggi alla collettività, qui da noi, almeno per ora, si trasformerebbe nello strumento per “truffare” lo stato e aumentare i profitti di pochi! Fino a quando non ci sarà un cambiamento culturale, prima ancora che politico, l’italia dovrà restare fuori da tutti gli eventi mondiali, perché è ciò che si merita a causa dei “soliti noti”.

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