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La NATO piega i pastorelli afghani!


Samuel Aranda, World Press Photo 2011

Samuel Aranda, World Press Photo of the year (2011)

E’ molto tempo che non scrivo un post su KP (in realtà non sono mai stato molto prolifico … meno male che c’è liberosempre a riempire il blog). E non scrivo per il senso di impotenza che pervade molti italiani, parole e concetti giusti ma ripetuti all’infinito senza che si veda l’ombra di un cambiamento;  situazioni platealmente scandalose o profondamente ingiuste, per cui nessuno paga; realtà e modi di fare incancrenite nella nostra società ma che non danno il via a nessun rivolgimento da parte delle persone oneste che appaiono sempre più schiacciate e in attesa solo di arrivare a patire la fame! Eppure in questa apatia morale e umana in cui stò scivolando c’è stata una notizia che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia, una notizia così lontana e così “solita” che i giornali non l’hanno nemmeno trattata con particolare enfasi. Sul sito del Corriere della Sera è apparsa in un trafiletto per qualche ora per poi lasciare il posto ad altre cose più recenti. Mi riferisco all’uccisione da parte della NATO di 8 bambini afghani che facevano i pastori. Non semplici danni collaterali, erano proprio loro l’obbiettivo delle due bombe sganciate da un democratico aereo occidentale. “Si muovevano in modo tattico” … “avevano misure da adulto” ha riferito il Generale Lewis Boone scusandosi costernato per l’accaduto. Mi ha sorpreso l’alta efficienza militare che è servita a commettere l’errore : almeno  un avvistatore sul terreno (ovvero almeno un soldato con binocolo o diavoleria tecnologica analoga) li ha visti … erano alti come degli adulti (bambini tra i 9 ed i 15 anni insomma nel pieno dello sviluppo) … procedevano a distanza tra loro (il “movimento tattico” usato dai talebani, dai soldati e dai pastori per guidare le pecore); a quel punto il senso di pericolo era evidente e scatta la richiesta di intervento dei caccia. Partono delle meraviglie della tecnologia e del progresso umano che solcano il celo  molte volte più velocemente del suono, al comando degli uomini giovani, preparatissimi, addestratissimi e pronti al sacrificio; arrivano sull’obbiettivo e lanciano 2 missili (costosissimi) e distruggono (verbo non scelto a caso) la “minaccia”. Così 8 bambini che hanno avuto la sorte non troppo favorevole di nascere in un villaggio dell’Afghanistan, di dover lavorare come pastori già da bambini … non hanno più una vita…semplicemente non hanno più la possibilità di essere  felici o infelici nel loro villaggetto sperduto nel nulla con le pecore. Errori. Danni collaterali. In fondo questa è la guerra … ma continuiamo a considerarla una pratica accettabile. Sono rimasto sgomento di fronte a tale notizia. Di fronte alla tecnologia umana, di fronte a quello che l’uomo è disposto ad accettare, di fronte al Generale che spiega cosa è accaduto … ne trova la logica. In questo spazio almeno posso ricordare quelle 8 vite, lontane.

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