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Il gesto eclatante


Un gesto eclatante quello di ieri dell’allevatore di Romano di Lombardia, nel bergamasco, che si è barricato nell’agenzia delle entrate tenendo in ostaggio un dipendente. Un gesto però non più eclatante dei suicidi di tanti piccoli imprenditori che non sono più in grado di portare avanti le proprie aziende a causa dell’impoverimento nel quale ci hanno condotto i poteri forti e i politici marionette che ne fanno gli interessi. Un gesto, tanti gesti, che dovrebbero soltanto far riflettere chi, tenendo le leve del potere, sta andando oltre i limiti della umana tolleranza, facendo pesare come sempre sui più deboli la sete di denaro di quell’1% della popolazione, che pur di aumentare i profitti calpesta senza remore la dignità degli altri. Cosa aspetta monti a cambiare direzione? Cosa aspetta a relizzare quella “equità” che tanto aveva strombazzato quando si è insediato sulla poltrona di palazzo chigi? Di equo, per il momento, si è visto soltanto il riconcorrere i piccoli imprenditori con le cartelle esattoriali di equitalia! Ma l’equità non la si realizza colpendo, in maniera eguale, il 99% della popolazione, magari mediante un taglio lineare alle pensioni più basse. L’equità la si realizza facendo pagare finalmente di più a chi ha di più, secondo il sistema progressivo imposto dalla Costituzione. Allora si cominci con una vera patrimoniale, quella che vada a colpire i poteri forti amici del bocconiano, il quale sembra sempre voler dare lezioni di moralità, senza prima specchiarsi nel suo passato di uomo di goldman sachs! Si comincino a trovare le risorse per pagare i tanti piccoli imprenditori che hano crediti con lo stato e che a causa della morosità dello stesso stanno fallendo miseramente! Queste risorse le si prendano dove ci sono, togliendole al progetto inutile della no-tav, tassando le rendite finanziarie e le speculazioni in borsa, non spremendo all’infinito la gente normale, quella che ha sempre pagato il proprio! Allora basta con il perbenismo e il moralismo di chi continua ad affermare che nelle democrazie i risultati devono essere raggiunti attraverso le riforme in parlamento e non con la violenza! Ma perché, l’istigazione al suicidio di cui si sono macchiati i nostri governanti non è una violenza? Che democrazia è quella in cui si vessano sempre i più deboli in nome del capitalismo sfrenato? Il vero errore di ieri è che la violenza è stata esercitata nel luogo sbagliato…

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Categorie:politica, società
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