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L’arte istituzionale del formalismo


A Napoli è morto un giovane, ammazzato da 14 colpi di pistola, come se fosse un camorrista. Ma quel giovane non era un camorrista! Uno scambio di persona e una vita è stata spezzata da una violenza inaudita ed insopportabile. Napoli è la città dove tutto è diventato lecito, dove la legalità e l’illegalità convivono come se fossero due facce della stessa medaglia, dove l’unica via d’uscita è la ribellione, anche violenta. Basta il sole, la pizza e il mandolino, che per anni hanno mascherato il fallimento delle isituzioni, troppo conniventi con la criminalità organizzata, se non diretta espressione, o comunque troppo inutilmente nascoste dietro le scrivanie di legno antico! E’ fin troppo evidente che le istituzioni hanno fallito per incapacità manifesta e ciononostante si ridicolizzano agli occhi di tutti facendo sfoggio di sapienza galatea, anziché mostrare i denti per combattere la criminalità e il degrado. Secondo il signor prefetto di napoli, de martino, il prete anticamorra che chiama signora un prefetto mancherebbe di rispetto per le istituzioni (http://www.youtube.com/watch?v=te7Buvsfji8). Insomma, in una città dove ogni cittadino è a rischio vita per un possibile “errore di persona”, un prete anticamorra si deve sentire la predica di un signor prefetto per aver omesso di attribuire un titolo ad una rappresentante delle isituzioni. Come se questa cosa fosse più grave della condotta di coloro che ricoprono un incarico pubblico senza raggiungere i risultati a cui dovrebbero mirare. Il signor prefetto de martino che cosa ha fatto per napoli? Quali decisioni ha preso ed attuato per rendersi rispettoso delle istituzioni e, in primo luogo, di quella prefettizia? Eppure qualche giorno prima c’è stato il barbaro assassinio di un innocente, di cui le istituzioni, primo tra tutti il signor prefetto de martino, dovrebbero farsi carico. Ma tanto questi signori restano seduti dietro la loro scrivania con aria grave e solenne, pronti a puntare il dito contro chi pecca di poco formalismo, senza nel frattempo muovere un dito per risolvere concretamente i problemi della popolazione. Magari mostrano di indignarsi quando ci scappa il morto innocente per poi tornare la sera a casa sicuri di aver fatto il proprio dovere istituzionale. Se queste sono le istituzioni, allora meglio non rispettarle! Mille volte meglio un prete anticamorra che manca involontariamente di rispetto alle istituzioni che un prefetto coglione, compartecipe della rovina di una città tanto bella quanto disgraziata.

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Categorie:società
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