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La NATO piega i pastorelli afghani!

17 febbraio 2012 Lascia un commento

Samuel Aranda, World Press Photo 2011

Samuel Aranda, World Press Photo of the year (2011)

E’ molto tempo che non scrivo un post su KP (in realtà non sono mai stato molto prolifico … meno male che c’è liberosempre a riempire il blog). E non scrivo per il senso di impotenza che pervade molti italiani, parole e concetti giusti ma ripetuti all’infinito senza che si veda l’ombra di un cambiamento;  situazioni platealmente scandalose o profondamente ingiuste, per cui nessuno paga; realtà e modi di fare incancrenite nella nostra società ma che non danno il via a nessun rivolgimento da parte delle persone oneste che appaiono sempre più schiacciate e in attesa solo di arrivare a patire la fame! Eppure in questa apatia morale e umana in cui stò scivolando c’è stata una notizia che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia, una notizia così lontana e così “solita” che i giornali non l’hanno nemmeno trattata con particolare enfasi. Sul sito del Corriere della Sera è apparsa in un trafiletto per qualche ora per poi lasciare il posto ad altre cose più recenti. Mi riferisco all’uccisione da parte della NATO di 8 bambini afghani che facevano i pastori. Non semplici danni collaterali, erano proprio loro l’obbiettivo delle due bombe sganciate da un democratico aereo occidentale. “Si muovevano in modo tattico” … “avevano misure da adulto” ha riferito il Generale Lewis Boone scusandosi costernato per l’accaduto. Mi ha sorpreso l’alta efficienza militare che è servita a commettere l’errore : almeno  un avvistatore sul terreno (ovvero almeno un soldato con binocolo o diavoleria tecnologica analoga) li ha visti … erano alti come degli adulti (bambini tra i 9 ed i 15 anni insomma nel pieno dello sviluppo) … procedevano a distanza tra loro (il “movimento tattico” usato dai talebani, dai soldati e dai pastori per guidare le pecore); a quel punto il senso di pericolo era evidente e scatta la richiesta di intervento dei caccia. Partono delle meraviglie della tecnologia e del progresso umano che solcano il celo  molte volte più velocemente del suono, al comando degli uomini giovani, preparatissimi, addestratissimi e pronti al sacrificio; arrivano sull’obbiettivo e lanciano 2 missili (costosissimi) e distruggono (verbo non scelto a caso) la “minaccia”. Così 8 bambini che hanno avuto la sorte non troppo favorevole di nascere in un villaggio dell’Afghanistan, di dover lavorare come pastori già da bambini … non hanno più una vita…semplicemente non hanno più la possibilità di essere  felici o infelici nel loro villaggetto sperduto nel nulla con le pecore. Errori. Danni collaterali. In fondo questa è la guerra … ma continuiamo a considerarla una pratica accettabile. Sono rimasto sgomento di fronte a tale notizia. Di fronte alla tecnologia umana, di fronte a quello che l’uomo è disposto ad accettare, di fronte al Generale che spiega cosa è accaduto … ne trova la logica. In questo spazio almeno posso ricordare quelle 8 vite, lontane.

Io non tollero più!

28 ottobre 2010 1 commento

Io non tollero più i privilegi dei politici, il cui mandato a gestire la cosa pubblica, volontario, dovrebbe essere un onore, non un esoso onere per la comunità!

Io non tollero più le manganellate a chi protesta contro le false promesse della ricostruzione!

Io non tollero più le manganellate ai cittadini che protestano contro l’apertura di una nuova discarica, mentre restano impuniti coloro che hanno creato l’emergenza!

Io non tollero più un presidente del consiglio che anziché risolvere i problemi della cosa pubblica, continua imperterrito a cercare la leggina per sottrarsi impunemente ai processi!

Io non tollero più che il figlio di La Russa sieda nel consiglio di amministrazione dell’ACI, mentre un ragazzo del sud  trova la morte in Afghanistan per cercare di costruirsi un futuro!

Io non tollero più che l’informazione sia lottizzata dal potere economico e politico, diventando disinformazione!

Io non tollero più il sindacato che va a braccetto con la FIAT, trincerandosi dietro la necessità di salvare i posti di lavoro!

Io non tollero più la delocalizzazione delle aziende negli stati in cui possono sfruttare i lavoratori!

Io non tollero più che si spendano miliardi per gli armamenti ed ancora oggi si muoia per malattie che potrebbero essere debellate con maggiori finanziamenti alla ricerca!

Io non tollero più che la crisi creata dagli speculatori e dal capitalismo moderno venga pagata dal popolo!

Io non tollero più che in parlamento continuino a sedere delinquenti che fanno gli interessi di mafie e poteri forti!

Io non tollero più chi, anche comuni cittadini, guarda soltanto al proprio tornaconto personale, infischiandosene del progresso della comunità di cui sono parte integrante!

Io non tollero più le furberie dei pochi che approfittano della onestà dei tanti!

Io non tollero più che chi ogni mattina esce per racimolare il denaro necessario a sfamare la propria famiglia debba rischiare di non tornare più a casa per mancanza di sicurezza sul lavoro!

Io non tollero più chi occupa una posizione o una poltrona solo a seguito di una “spintarella” e non per merito!

Io non tollero più la politica clientelare, che non ha nulla da offrire al futuro di questo paese!

Io non tollero più le liste di attesa ospedaliere per i comuni cittadini, come se quello alla salute fosse un diritto esclusivo dei privilegiati!

Io non tollero più che uno stato, considerato democratico, continui a finanziare la scuola privata, mentre gli edifici della pubblica istruzione cadono a pezzi!

Io non tollero più le auto blu dei politici, perché quello reso alla comunità è un servigio volontario e non uno strumento di benessere personale!

Io non tollero più che gli evasori continuino ad evadere nella prospettiva della impunità e nel calcolo del prossimo condono o scudo!

Io non tollero più che gli insegnanti della scuola pubblica diventino sempre più precari, perché il futuro di una comunità si costruisce sui banchi di scuola!

Io non tollero più che il 90% della ricchezza nazionale sia posseduto dal 10% della popolazione!

Io non tollero più ministri che criticano l’operato della Guardia di Finanza soltanto perché ha controllato la barca dei figli!

Io non tollero più che i corrotti continuino a presenziare nelle istituzioni pubbliche!

Io non tollero più che la liberalizzazione delle assicurazioni obbligatorie porti al continuo aumento delle tariffe!

Io non tollero più che le corsie preferenziali siano occupate dai furbetti di turno, come se soltanto loro avessero fretta di giungere a destinazione!

Io non tollero più chi continua a sporcare le strade e i luoghi pubblici ritenendosi soddisfatto della pulizia della propria abitazione!

Io non tollero più che la crisi diventi il pretesto per eliminare i diritti conquistati con i sacrifici dei lavoratori!

Potrei continuare all’infinito, talmente sono le cose che non vanno, ma non serve, perché adesso conta soltanto agire ed eliminare gradualmente i “non tollero più”.

Gli eroi di cui non abbiamo bisogno


 

Alpino vittima della missione di pace

Alpino vittima della missione di pace

 

Scrivere su quest’argomento non è semplice, perché la morte di persone giovani ti lascia sempre un senso di vuoto, soprattutto quando avvengono sul fronte di una guerra mai dichiarata, ma in realtà in pieno svolgimento. Tuttavia, farlo a molti giorni di distanza dall’evento consente di non lasciarsi trasportare dall’emozione, così da analizzare obiettivamente l’episodio. E allora, viene spontanea una domanda, forse ingenua, ma nella quale è racchiuso il senso dell’intera vicenda: davvero era indispensabile rischiare la vita di quattro ragazzi nel fiore della giovinezza? Per cosa poi? Per invadere, assecondando la volontà americana, un paese straniero dietro la facciata delle “missioni di pace”? O forse la realtà è molto meno complessa di quanto si pensi? Mentre quei quattro ragazzi hanno dovuto offrire alla ragion di stato il loro bene più prezioso, i figli dei ministri dov’erano? I figli di La Russa e Tremonti, ormai sembra amici fraterni, in quale locale della movida milanese stavano sgranchendo le loro gambe, per rilassarsi dopo giornate di duro lavoro? Sarà populismo, stupida demagogia, però quattro ragazzi sono morti. La verità è che la crisi economica e lavorativa giovanile spinge tanti giovani, soprattutto del sud, ad arruolarsi: un lavoro fisso e, magari, se ci scappa una missione anche una bella paga. Ecco cosa ha ucciso i quattro ragazzi del contingente italiano: il menefreghismo del potere, pronto a sacrificare i figli (degli altri naturalmente) per interessi di natura meramente economica (vi dice qualcosa la parola “petrolio”?). Quale risultato tangibile hanno prodotto le “missioni di pace” oltre al genocidio dei civili e la morte di tanti soldati “di pace”? Elezioni libere nei territori militarmente occupati che hanno fatto salire al governo in Afghanistan un uomo notoriamente corrotto?  Adesso abbiamo la nuova idea del mefistefelico ministro della guerra italiana: fornire i caccia di bombe. Cosa significa questo? Quanto meno che finalmente non si potrà più giustificare l’invio di soldati con l’utilizzo della più che abusata formula delle missioni di pace. L’uso delle armi, infatti, è fare guerra non difendere la pace. L’uso delle armi immotivato o, peggio ancora, falsamente motivato è occupazione coloniale per fini meramente economici inaccettabile, soprattutto quando a rimetterci le penne sono civili e giovani inviati allo sbaraglio per un piatto di lenticchie. Ecco perché non abbiamo bisogno di questi eroi, che controvoglia devono combattere una vera e propria guerra priva di ideali, abbandonando affetti e propria terra natia soltanto per cercare un futuro migliore che lo Stato non è in grado di fornire in altro modo meno rischioso.

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