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La mutazione genetica


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Si è riaperta la stagione di caccia alle poltrone

La politica italiana è una malattia contagiosa, fatta di uomini geneticamente modificati. Se la tocchi subisci una mutazione gentica, diventando come loro. I politici italiani sono quelli che promettono mari e monti prima delle elezioni, ma che poi arrivano al governo e dicono che non possono fare molto perché i vecchi governanti hanno lasciato troppi buchi. Sono coloro che litigano oggi per stare insieme domani, che si sputtanano ma poi pur di vincere si mettono insieme (vedi pdl e lega). Sono coloro che un giorno appoggiano una persona e il giorno dopo la boicottano in cambio della promesso di un posto in parlamento (vedi formigoni). Sono coloro che dicono di voler rinnovare e poi mantengono il vecchio (vedi le liste del pd). Sono quelli che usano i soldi pubblici per aumentare il proprio tenore di vita, perché nemmeno un lecca lecca vogliono comprare con i loro denari. Ed è una malattia che si trasmette a chiunque decida di candidarsi con i dinosauri della politica italiana. La dimostrazione evidente della mutazione è mario “equità” monti. E’ stato messo a capo del governo italiano dalle banche per tutelarle dalle perdite sui titoli sovrani e, assaporati i privilegi di cui godono i politici italiani, si è candidato unendosi a casini. Cosa ne è venuto fuori? Che colui che in un anno ha portato alla fame i cittadini onesti, tartassandoli con balzelli vari, comincia a fare le mirabolanti promesse pre-elettorali (taglio delle tasse, patrimoniale), ad accusare gli altri della situazione di crisi, a tacciare le posizioni meno moderate di populismo e così via! In un anno di governo gli italiani non lo hanno mai visto in tv quanto negli ultimi 15 giorni. Sta riuscendo a far concorrenza al macho man di arcore quanto ad apparizioni televisive. C’è un solo modo di disintossicare la politica italiana: dare spazio ai nuovi, a coloro che mai hanno avuto contatti con questi delinquenti. A coloro che sono geneticamente puri e non modificati, perché alle elezioni non si apparentano con i dinosauri. Fermiamo il contagio prima che sia troppo tardi!

Il cancro della corruzione


Guarguaglini - Grossi

I conuigi Marina Grossi e Pier Francesco Guarguaglini - la classe dirigente italiana!

Negli ultimi giorni sono scoppiati nuovi focolai di corruzione nel nostro paese, su tutti il noto caso Finmeccanica, caratterizzato da mazzette e assunzioni di figli e parenti di politici. Finmeccanica è lo specchio dell’Italia del dopoguerra: un paese corrotto, governato da persone di bassa cultura, che considerano la cosa pubblica come uno strumento di potere e di profitto, sprezzanti dell’interesse comune. La corruzione è alla base del degrado morale, civile ed economico del nostro paese; alimenta la criminalità organizzata; foraggia le diseguaglianze. E’ un cancro da estirpare, che tappa la crescita di un paese, facendo oltretutto passare un messaggio immorale ed odioso: la cosa pubblica è potere, da utilizzare per interessi personalistici, siano il profitto individuale o la “sistemazione della famiglia”. Ma allora perché in Italia non esiste una specifica legge anti-corruzione!  In attesa di un radicale cambiamento di mentalità, che porti a ritenere la posizione pubblica come rivolta a realizzare l’interesse della comunità, occorre intervenire con decisione, reprimendo gli abusi. Occorre finalmente interrompere il messaggio errato che la classe dirigente sta inviando! Occorre una legge speciale, che preveda la messa al bando di tutti coloro, politici e dipendenti pubblici o di società partecipate, che intaschino mazzette o comunque, per un qualsiasi motivo, facciano favori. Giustizialismo? Per nulla! E’ solo Giustizia e necessità di porre un freno immediato: a mali estremi, estremi rimedi. Occorre che chi venga colto con le mani nel sacco non possa più svolgere alcun ruolo nelle istituzioni o nelle imprese pubbliche, nazionali e locali. E se qualcuno dei suoi familiari è stato assunto a seguito di aderenze o favori, deve essere licenziato! E’ necessario finalmente introdurre il vero concetto di meritocrazia e di senso dello stato: la classe dirigente deve essere costituita dai più meritevoli e che vogliono davvero servire la comunità! Il tutto, ovviamente, accompagnato da processi veloci ed immediati! Non hanno ucciso alcun uomo, è vero, ma, facendo passare il messaggio che il potere è libertà di realizzare il profitto personale, ammazzano il senso civico di un intero popolo, calandolo nell’ignoranza di una sottocultura fatta di favori e scambi! Per cambiare la mentalità di un popolo serve una rivoluzione e la epurazione dei corrotti è il primo necessario passo!

L’Antipolitica

17 maggio 2011 1 commento

Via le BR dalle procure, il manifesto dei MODERATI

Meno male che ci sono i MODERATI

Ogniqualvolta i voti vanno a qualcosa o qualcuno diverso dai soliti noti si parla di “vittoria dell’antipolitica”. A Milano Pisapia sta stracciando lady milionaria batwoman? Vince l’estremismo. A Napoli De Magistris schiaffeggia il pd? E’ la vittoria della demagogia! A Bologna il Movimento5 Stelle arriva al 10%? Ha rubato i voti di pd e pdl. Come se votare in questo paese allo sfascio fosse una mera abitudine che viene concessa dal regime purché senza ribaltamenti: una volta vince il pd, tre volte il pdl e poi tutti, tanto, inciuciano per fare i lori fottutissimi interessi! Non appena qualcosa di nuovo viene alla luce, invece, vince l’antipolitica, l’estremismo! Come se solo i “moderati” avessero il diritto di governare un popolo! Eppure il moderatismo ha governato fin da quando l’itaglia è diventata repubblicana e guardate dove ci ha condotto! In verità, il moderatismo è più estremo di ogni estremismo, perché laddove la convenienza diventa il fine da perseguire sostituendosi ai valori, produce danni incalcolabili, conducendo inevitabilmente allo sfaldamento delle democrazie. Del resto, Lady milionaria batwoman, che si vanta di essere “moderata” – come se fosse il pregio maggiore che possa essere donato dal fato ad un uomo – non ha esitato, pur di accaparrarsi qualche voto, a calunniare il suo avversario. La verità è che finalmente un barlume di luce comincia ad intravvedersi dal fondo del tunnel. Perché se a Napoli, dove notoriamente il voto di scambio la fa da padrone, De Magistris ha stravinto la sua personale battaglia contro gli zombies del pd, prendendo molti più voti di quanti ne prende solitamente il suo partito, significa che c’è uno zoccolo duro di cittadini scoglionati dalla vecchia politica interessocratica che ha espresso il suo assenso al cambiamento. Perché se a Bologna un nugolo di giovani ha ottenuto, senza l’appoggio dei media e senza i finanziamenti pubblici, il 10% di voti significa che c’è sempre più gente che si informa per davvero e che vuole cacciare i professionisti del politichese dalle istituzioni che occupano impunemente dalla fine della seconda guerra mondiale. Se le novità che emergono dalle votazioni sono Antipolitica, allora io sono l’Antipolico e desidero che l’Antipolitica diventi la normalità e la politica alla quale ci hanno abituati i cialtroni al potere un mero vacuo ricordo di cui non avere più vergogna. Adesso bisogna che tutti coloro che hanno votato “contro il sistema” continuino questo percorso, diventando sempre più numerosi, affinché si riprendano ciò che gli appartiene. W l’Antipolitica!

Lavorano solo ed esclusivamente per loro


Di seguito, l’ultima evidente conferma di tutto ciò che è la melmosa casta politica italiana:

La casta salva se stessa” (da ilfattoquotidiano.it)

Loro intoccabili, noi coglionati… Aprire gli occhi!

Aprire gli occhi!

8 marzo 2011 4 commenti

Sfogliando i giornali degli ultimi giorni saltano agli occhi alcune notizie sulla situazione italiana attuale che dovrebbero far rabbrividire: altissima disoccupazione giovanile, diminuzione drastica delle iscrizioni alle università pubbliche  e caro benzina. Tuttavia, se si va più a fondo nella ricerca – navigando in rete ovviamente – si può verificare che l’Italia è al 67° posto su scala mondiale nella speciale graduatoria dei paesi meno corrotti del mondo, al 40° posto per libertà di stampa, 5^ nella classifica delle principali mete turistiche mondiali (nonostante il suo patrimonio artistico e naturalistico), tra le ultime nella classifica relativa all’uso delle tecnologie della telecomunicazione, 23^ nella classifica mondiale dello sviluppo, l’università italiana più alta in graduatoria è l’Università di Bologna al 192° posto. L’Italia, invece, è tra le primissime (tra il 5° e il 7° posto) nella classifica del debito pubblico più alto. Se questa è la situazione del nostro paese, diamo uno sguardo all’azione di governo degli ultimi giorni: rafforzamento della maggioranza, nomina di nuovi sottosegretari, riforma della giustizia, federalismo fiscale. In tesi, le iniziative politiche dovrebbero essere rivolte ad innalzare il benessere della collettività, cercando di risolvere le problematiche contingenti che l’affliggono. Qualcuno ha sentito qualche membro del governo fare proposte per aumentare l’occupazione giovanile? Per consentire al neolaureato di entrare nel mondo del lavoro? Per frenare l’incidenza dell’aumento della benzina sul cittadino che ogni giorno deve recarsi al lavoro per portare a casa 900 euro al mese? Niente di niente. Vanno in TV a parlare, a litigare, ad imbonire, ma di concreto cosa fanno? Prendono il lauto stipendio a fine mese, camminano nelle auto blu, fanno qualche interrogazione parlamentare, piazzano qualche familiare o amico dell’amico nelle aziende pubbliche, assegnano qualche appalto per arrotondare la mensilità e poi tornano a casa a riposarsi. Come si fa a non incazzarsi di fronte a tale stato di cose? Ma cosa aspetta l’opposizione ad attuare (finalmente) un gesto di rottura? Forse che non conviene neanche ad essa di cambiare lo stato delle cose? Evidentemente no, perché le stesse porcherie si compiono da un lato e dell’altro! Ed ecco che in strada, anziché arrabbiarsi per tale condotta, la gente fa a pugni per difendere la propria parte politica, perché ciò che non ci facciamo mancare è la faziosità, anche se questa implica la difesa ad oltranza del farabutto di turno. La realtà, dunque, ci ha insegnato che la ribellione all’attuale stato delle cose deve partire dal basso, dai singoli cittadini, perché i cd. rappresentanti del popolo, democraticamente eletti, non hanno alcun interesse a migliorare la vita dei rappresentati, se non quella dei propri familiari e degli amici. Occorre un segnale forte, da parte di coloro che non sono collusi con la melma politica e che sono davvero stanchi di essere presi per il culo, che non si accontentano di sedersi in poltrona la sera a guardare un reality o la partita della squadra del cuore, perché sanno che si tratta di meri palliativi finalizzati a distogliere lo sguardo dalla realtà delle cose, permettendo a quei cialtroni di fare i loro porci comodi.

Futuro e Libertà (solo) per la casta

20 ottobre 2010 10 commenti

Gianfranco Fini

Gianfranco Fini il "nuovo" che arretra

16 ottobre 2010: “La politica deve dimostrare con i fatti che la legge è davvero uguale per tutti. Bisogna dimostrare con i fatti che chi sbaglia paga”. Parole sacrosante, ma purtroppo dette da un politico italiano: Gianfranco Fini. Ed infatti, puntualmente, tre giorni dopo, 19 ottobre 2010, il nuovo movimento fondato da Fini, FLI, approva in commissione affari costituzionali il Lodo Alfano con l’emendamento sulla retroattività e vota contro l’autorizzazione a procedere per l’ex ministro Lunardi accusato di corruzione. Ma davvero c’è qualcuno che aveva creduto alla rinascita di Fini? Davvero c’è chi credeva che quell’omuncolo, che per 16 lunghi anni ha governato fianco a fianco al dittatorello di arcore, votando le decine di leggi ad personam da costui e per costui volute, di punto in bianco fosse diventato il paladino del “nuovo”, del cambiamento? Ho già sentito delle risibili giustificazioni per quanto successo: è un voto tecnico, Fini non può permettersi di far cadere il governo perché non è ancora in grado di sostenere le urne, etc. Chi se ne frega!!! Contano solo i fatti, e nei fatti Fini & C. non sono altro che i soliti politici italiani di lungo (de)corso, artefici e beneficiari allo stesso tempo del regime “interessocratico” che malgoverna il nostro paese. Probabilmente, Fini e i suoi hanno frequentato per talmente tanto tempo la combriccola di palazzo grazioli che nemmeno sanno più cosa significhi la parola legalità, cosa sia l’eguaglianza d fronte alla legge. Con la prevedibile condotta tenuta in parlamento, questi “nuovi eroi” almeno ci hanno consentito di comprendere appieno il significato del logo che hanno forgiato per il nascente ma già decadente movimento: Futuro e Libertà, ossia futuro garantito per sé stessi e per parenti e amici, libertà per tutti i membri della cricca e dell’interessocrazia al potere, a maggior ragione se già condannati o solo indagati. In realtà, la mossa dei finiani è spiegabile se contestualizzata: siamo in Italia, la terra dei cachi (cit.), dove più delinqui, più aumentano le possibilità di entrare nelle istituzioni. Pertanto, il voto di ieri di FLI è stata pura campagna elettorale: dimostrare agli elettori di indagati e pregiudicati di PDL , PD e UDC che loro non sono diversi e che, quindi, votandoli, possono stare tranquilli che le cose resteranno come sono o, al massimo, continueranno a peggiorare. La cosa più sconcertante, però, è che siamo così assuefatti alle piroette dei politicanti nostrani che nemmeno più ci indignamo. Ed invece, bisogna reagire, occorre ristabilire la legalità in questa terra. Il primo passo è la rimozione ad ogni costo di questi loschi figuri dalle istituzioni, perché finché ci saranno loro l’articolo 3 della Costituzione sarà bistrattato e mai attuato: TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA’ SOCIALE E SONO EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, SENZA DISTINZIONE DI SESSO, DI RAZZA, DI LINGUA, DI RELIGIONE, DI OPINIONI POLITICHE, DI CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI. Pura poesia! Che i finiani si puliscano la bocca prima di parlare di legalità e leggano 1000 volte la nostra Carta per cominciare ad essere quantomeno presentabili agli occhi degli elettori onesti.

L’agognato “lìder”

14 settembre 2010 8 commenti

Scontro Fini-Berlusconi

Scontro Fini-Berlusconi

Da qualche mese, dopo un travaglio non ancora concluso, si è presentato sulla scena politica italiana un nuovo carismatico attore.  Egli , tutto da solo, è capace di:

  • incarnare  le aspirazioni di una destra moderna, europea ed europeista da confrontare ed affiancare alle destre di governo della Merkel o di Cameron;
  • raccogliere la delusione e lo sbandamento di tutti coloro che non trovano riferimenti nel vuoto assoluto della  sinistra;
  • dare all’ampia area moderata italiana una figura rassicurante.

Egli. Tutto da solo.

Eh si! Il nuovo si chiama Gianfranco Fini, dall’abile dialettica, dai modi amabili, dall’impeccabile eleganza e dalla solida preparazione . E non lanciatevi subito in facili critiche e pretestuose argomentazioni alla “ma dov’eri fino a ieri?”; Egli si è presentato portando in dote una caratteristica inesistente nell’intero arco parlamentare :  l’autocritica. Tutte le risposte alle vostre obiezioni sono ben affrontate e controbattute sulle pagine di FareFuturo, senza falsi orgogli e con il capo cosparso di cenere, il nuovo Fini è per la legalità, per l’accoglienza degli immigrati, per la costituzione, per l’ordine;  più a sinistra della sinistra,  più a destra della destra e saldamente al centro. Ok,  ok, il mio è vuoto sarcasmo; vorrei solo andare oltre il semplice “dov’era?” non pretendo di capire il “perchè era lì e non vuole più starci” ma, aspiro almeno a stabilire  “ma ora, possiamo credergli?”.  Ma se Fini ha impiegato 17 anni, 3 esperienze di governo (e relative leggi e decisioni politiche) e la condivisione di un partito per rendersi conto delle reali inclinazioni autoritarie di Berlusconi, che affidabilità dà come leader per il futuro? Dopo 17 anni di clamorose e “definitive” rotture ed altrettanti entusiasti abbracci pre-elettorali, qualcuno si meraviglierebbe se tra qualche tempo i due co-fondatori del PDL si ritrovassero di nuovo a recitare la parte dei migliori amici? Leggi tutto…

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