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Posts Tagged ‘politici’

La dignità del lavoro e il menefreghismo delle istituzioni


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I signori Salvatore De Salvo e Antonia Azzolini erano due persone perbene, due persone che cercavano soltanto la dignità di un lavoro per andare avanti. E pur di averlo si erano abbassati a scrivere alla santanché una mail rappresentativamente retorica del sistema politico italiano: “Perché illudere due disperati per poi abbandonarli (mia email del 15/6 rimasta senza Sua risposta) al loro destino? Forse il Presidente si è rifiutato di intervenire perché, quando annuncia che “aiuta sempre chi è in difficoltà”, intende riferirsi unicamente ad amici o persone che procurino piaceri e profitti? Leggerete sui giornali con quanta dignità sanno morire due cittadini italiani disgustati dall’ipocrisia e dalla crudeltà di voi politici” (http://www.oggi.it/posta/lettere/2011/07/05/elettori-delusi-di-berlusconi/). E alla fine è successo davvero: i due poveri cittadini si sono suicidati! I signori Salvatore De Salvo e Antonia Azzolini sono vittime di questa politica inerme, che bada soltanto a conservare i propri privilegi, infischiandosene dei cittadini, i cui interessi andrebbero tutelati. Dove sono le istituzioni? Sempre presenti quando si tratta di chiedere sacrifici ai cittadini o di salvare il culo al delinquente di turno (è proprio di oggi la notizia che la camera dei delinquenti ha respinto la richiesta di arresto per nick o’ mericano – http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/concorso-esterno-camorra-camera-nega-larresto-nicola-cosentino/183330/), puntualmente assenti quando occorre intervenire per la salvare la dignità dei signor nessuno. Chi si indignerà adesso per questo ennesimo suicidio annunciato? Qualche ministro che compra casa al colosseo per pochi soldi? Qualche assistente del presidente della repubblica che invierà le condoglianze, dicendosi vicino alla famiglia?  Tanto da domani si andrà avanti come se niente fosse stato, fino a quando non ci sarà il prossimo suicidio di qualche piccolo imprenditore che non riesce più a pagare i propri dipendenti o di qualche altro poveraccio ingurgitato da una crisi creata ad hoc dai poteri forti per salvaguardare i propri profitti! Ma anche allora ci sarà qualche condoglianza di forma per continuare poi con lo spettacolo di una società malfunzionante.

Lo sfogo sbagliato

12 dicembre 2011 Lascia un commento

Torino - corteo anti ROM

Torino - notizia di un (falso) stupro e tutti pronti a dargli al ROM!

A Torino è bastata la bugia di una ragazzina per scatenare la guerriglia contro i rom. A Roma i parlamentari continuano a chiedere sacrifici alla popolazione difendendo con tutte le forze i propri privilegi e nessuno alza un dito! Questi episodi sono la conferma che i politici, leghisti in testa, sono riusciti nel loro intento di plagiare i cittadini trasformandoli in sudditi. Lo hanno fatto strumentalizzando la paura dello straniero, del diverso. In questo modo, i delinquenti al potere sono riusciti nell’opera di distrazione di massa, spingendo i cittadini-sudditi a sfogare la propria rabbia non contro chi, i politici, continuano a fotterli allegramente, ma contro quesi poveracci che abitano in baracche fredde e molto al di sotto della soglia della dignità umana. Insomma, è la guerra dei poveri, di quelli che, trovandosi sempre in maggiori ristrettezze a causa di una politica fatta di privilegi e di difesa dei potenti, somatizzano delusioni e difficoltà attendendo il momento adatto per tirarli fuori. Se la stessa furia fosse rivolta contro chi davvero ci sta portando alla deriva, forse oggi avremmo una vera democrazia nel nostro paese! Ciò che è successo a Torino, quindi, è proprio ciò che vogliono i delinquenti al potere: tenere buona la massa, concedendole di sfogarsi contro un capro espiatorio predeterminato e accuratamente scelto tra gli strati più deboli della popolazione! E’ quindi il risultato di anni di disinformazione, di aizzamento e di cattiva politica, dove si è spinto sul pedale istintivo del razzismo, per deviare l’attenzione della popolazione dal governo della cosa pubblica ai fatti di cronaca ed accendere nella stessa un odio feroce verso i clandestini e irregolari, sui quali far ricadere le colpe dell’attuale situazione di degrado e impoverimento. Gli unici veri colpevoli, invece, sono proprio loro, i poteri forti, politici in testa, che per salvaguardare i propri interessi non hanno avuto remora a calpestare i diritti, anche i più elementari, della popolazione, facendola cadere nel baratro della povertà. Ed è con loro che bisogna prendersela!

Il privilegio

4 dicembre 2010 1 commento

ParlamentoIl vero problema dell’Italia non è il dittatorello di Arcore, come cercano da anni di propinarci quelli della (non) opposizione. A costui basta poco per essere contento: sottrarsi impunemente ai processi con qualche leggina ad personam di giorno e una bella e giovane gnocca di notte che gli faccia dimenticare la senilità che inesorabilmente coglie ogni essere umano. Il vero problema è invece la ricerca e la strenua difesa del “privilegio”. E’ un tarlo che si insinua nel sostrato della società in maniera tanto subdola che spesso nemmeno ce ne avvediamo, esplodendo poi in tutta la sua odiosa meschinità nell’atteggiamento della immorale classe dirigente dello stato. La difesa ad oltranza del privilegio è l’unica azione che mette d’accordo tutti, ma proprio tutti in parlamento. Qualche giorno fa l’IDV ha presentato una proposta di abolizione del vitalizio che spetta al parlamentare dopo due anni e mezzo di faticoso ed usurante lavoro: hanno votato tutti contro, ma proprio tutti (tranne l’IDV proponente)! Del resto, hanno ragione: un povero parlamentare che si è fatto il culo per procacciarsi i voti necessari ad essere eletto, magari costretto a tal fine a chiedere aiuto alla mafia o alla camorra con la promessa di diventare loro referente all’interno delle istituzioni, che per oltre due anni si è dovuto recare in Parlamento a sentire le risposte ai quesiti di un ministro che magari non conosce nemmeno la grammatica, insomma un poveraccio che per due anni e mezzo si è sobbarcato l’arduo compito di gestire la cosa pubblica e nemmeno gli vogliamo riconoscere la pensione? Qualche giorno fa, il buon Tabacci ha proposto di dirottare una parte, neanche tutto, ma una parte soltanto dei finanziamenti ai partiti (peraltro illegali dopo il noto referendum) alle università: indovinate un po’ come ha reagito la Camera? Hanno votato tutti, ma proprio tutti, tranne qualche astenuto, contro! In effetti, cosa si pretende? Che i partiti (ancora oggi privi di democrazia interna) li mantengano gli iscritti? Ad essere onesti quello del privilegio non è un problema solo italiano (almeno in questo non ci distinguiamo dagli altri): anche l’Europarlamento continua imperterrito ad aumentare gli stipendi dei propri funzionari: perché dovrebbero pagare anche loro la crisi che loro stessi hanno contribuito a creare? E che so fessi, direbbe il principe della risata. E’ proprio il privilegio, dunque, il vero male della moderna società, retaggio di un dna, tipicamente umano, vecchio quanto il mondo! Ecco, dunque, cosa bisogna estirpare per cercare di cambiare finalmente le cose: il privilegio. Tuttavia, esso è talmente connaturato allo stadio umano che è necessaria una rivoluzione epocale, che smuova le coscienze di tutti, facendo capire alla “razza” umana che per avere un mondo almeno un po’ migliore bisogna rinunciare a qualcosa, bisogna ridistribuire le risorse e le ricchezze. Per il momento, i politici italiani, ma non solo, restano ancorati ad un modo obsoleto di gestire la cosa pubblica di chiaro stampo medievale, dove il signore, nel chiuso del suo castello, faceva e disfaceva a suo piacimento, sicuro che il vulgo gli avrebbe portato rispetto per diritto di nascita. Oggi, invece, l’investitura avviene attraverso il “sacro” voto dell’elettore, spesso frutto di scambio o di miopia o di mera speranza. La sostanza non cambia: l’interesse personale prima della collettività, il senso della famiglia (in senso lato) prima di quello di stato, l’amor proprio prima di quello comune e un senso di immunità/impunità che spetta per il ruolo ricoperto, a prescindere dal merito. Tutto il resto è soltanto conseguenza del privilegio, abbattuto il quale, quindi, ci leveremo dalle palle il dittatorello, bondi, bersani, fassino, fini, casini e il resto della classe dirigente che dirige unicamente i propri interessi.

Affossare l’ “interessocrazia” al potere

27 settembre 2010 Lascia un commento

Grillo a Woodstock 5 Stelle

Grillo a Woodstock 5 Stelle

Si può discutere all’infinito sul carattere demagogico, popoulista etc. delle affermazioni di Grillo, ma non si può non intravvedere nella sua attività un elemento di novità sempre più raro nel regime italico: la parola ai giovani! Uomini e donne che hanno la possibilità di misurarsi con la politica, senza passare per la militanza in questo o quel partito, senza dover sottostare allo zombie di turno, il quale, trincerandosi dietro l’esperienza politica, soffoca l’entusiasmo dei figli, al solo fine di tutelare gli interessi della casta al potere. Sentire un ragazzo sulla trentina esprimere le proprie idee ringalluzzisce e lascia intravvedere un barlume di speranza per questo paese, che massoneria e mafie, per il tramite dei variopinti dinosauri incollati alla poltrona, stanno portando sulla via del non-ritorno. La scossa al sistema che i movimenti costruiti dal basso possono dare è evidenziata ulteriormente dall’oscuramento dei mass-media di regime. Gli auto-eletti mafiosi massoni hanno talmente timore di essere estirpati dalla loro nicchia di potere che non trovano di meglio che additare la novità emergente come “la volontà di un comico di fare politica”. La realtà invece è ben altra: Leggi tutto…

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