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L’onorevole parcheggio


Antonio Mazzocchi

Tu! Suddito! Non sai dove parcheggiare …. cazzi tuoi!

Siamo noi che siamo antipolitici o sono loro che fanno di tutto per attirarsi addosso l’odio della gente? In un’intervista al messaggero, il tal onorevole antonio mazzocchi, del Partito Dei Ladri, cerca di giustificare lo stanziamento di 5 milioni di euro per consentire ai parlamentari di parcheggiare, affermando in maniera espressa che gli onorevoli e gli impiegati del palazzo dei privilegi non possono andare in parlamento con i mezzi pubblici, perché «i mezzi pubblici non funzionano bene e dobbiamo consentire ai deputati e agli impiegati di andare a lavoro» (da Il Messaggero “Parcheggi deputati, l’onorevole: «I vigili prima di farci la multa ci avvertono»). L’onorevole privilegiato forse non sa, o forse se ne frega, che ci sono centiania di migliaia di cittadini che si alzano un po’ prima dal letto per andare a lavoro con i mezzi pubblici, o perché la benzina costa troppo o perché non hanno un parcheggio riservato gratis per metterci l’auto. L’onorevole privilegiato forse non pensa, o forse se ne frega, che quei 5 milini potrebbero essere usati per comprare qualche autobus in più che consenta a lui e a quelli come lui di recarsi in parlamento con i mezzi pubblici. L’onorevole privilegiatio non sa che mentre lui deve andare in parlamento per ben 3 giorni a settimana, i cittadini viaggiano nei vagoni della speranza di metropolitane, trenini, tram e autobus per almeno 5 giorni a settimana, per guadagnare 10 o 20 volte meno di quanto guadagna il suddetto onorevole privilegiato. L’onorevole privilegiato non sa, o fa finta di non sapere, che se i servizi pubblici non funzionano è spesso colpa sua o di quelli che come lui occupano le poltrone istituzionali per meri fini personali e per immettere nelle aziende pubbliche infornate di amici e amici degli amici e concedere ai soliti amici gli appalti pubblici. L’onorevole privilegiato fa ancora più pena perché si trova a dover pagare le multe per aver parcheggiato in divieto di sosta e sempre che non venga gentilmente invitato dalla polizia municipale a spostare la macchina prima che gli venga elevata la contravvenzione: « dobbiamo ringraziare i vigili urbani della zona che sono molto cortesi: spesso e volentieri prima di fare la multa ti chiamano e ti dicono di spostare la macchina». Perché evidentemente l’onorevole privilegiato non sa, o fa finta di non sapere, che la polizia municipale di roma eleva le multe ai cittadini comuni senza prima avvertirli  di spostare le macchine. Forse l’onorevole privilegiato non sa, o peggio fa finta di non sapere, che la gente si è rotta i coglioni dei suoi privilegi!

E’ troppo banale cambiare le cose…

26 settembre 2012 Lascia un commento

Fiorito

“io sono io e voi non siete un cazzo!”

Da giorni si parla della schifosa vicenda dei consiglieri regionali della regione lazio, come se si trattasse di un qualcosa di atipico e nuovo. Quasi che la vox populi del “magna magna” fosse pura leggenda o (come voleva dare a credere il macho man di arcore) frutto della invidia dei comuni mortali nei confronti degli eletti (non in senso di rappresentanti eletti dal popolo, ma di privilegiati). La verità è che la corruzione, il malaffare e le malversazioni dei politici sono sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni: dalle raccomandazioni sui luoghi di lavoro o ad un concorso, ai favori agli amici. Si tratta del modus operandi tipico dell’intera società italiana, la quale, evidentemente, priva di un solido sostrato di civiltà, considera il benessere personale come uno status symbol, da perseguire a tutti i costi, meglio se a spese degli altri. Ed ecco che i politici, di ogni estrazione e colore, cercano il posto in una istituzione per lucrare, per portare a casa soldi facili per fare la bella vita. L’istituzione, quindi, e lo stato in primis, non è vista quale luogo di direzione della comunità, ma come strumento di arricchimento e favoritismi personali. Dal dopoguerra è sempre stato così! Altrimenti non si spiegherebbe che in parlamento siedono le stesse facce da culo anche da 40 anni! Non si spiegherebbe come un maiale di nome fioriti, dopo aver sottratto alla comunità fondi pubblici per spese personali, abbia il coraggio di minacciare che si ricandiderà! Non si spiegherebbe la sceneggiata, stile napoletana, della polverini, che anziché assumersi le proprie colpe (ma non era la presidente della giunta?), si scaglia sugli altri. Eppure lo stato delle cose potrebbe essere modificato con degli interventi molto semplici, che, pur non azzerando il fenomeno, quantomeno potrebbero aiutare a modificare la mentalità inculcata nell’italiano medio, di cui la delinquenza politica si nutre: 1) eliminazione del finanziamento pubblico a partiti, partitini, gruppi e gruppetti; 2) una legge anticorruzione con i controcoglioni, con la interdizione definitiva dai pubblici e privati uffici di chi viene colto con le mani nel sacco, facendo rientrare nel reato di corruzione anche la raccomandazione; 3) adeguamento dello stipendio di parlamentari, consiglieri e assessori a quello medio previsto dal contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, con possibilità di rimborso spese parametrato a giustificativi e per attività concretamente svolte nell’interesse dell’ente; 4) non più di due mandati complessivi (a prescindere dalla poltrona occupata). Si tratta di una mera utopia, ovvio! Basti considerare che i deputati che compongono l’attuale parlamento non approvano nemmeno il testo anticorruzione, molto morbido, presentato dal governo dei banchieri. Si tratta di 4 cose ovvie, quasi banali, le quali porterebbero ai seguenti risultati: eliminazione di inutili spese per i candidati alle elezioni, che verrebbero votatu non per i numerosi manifesti affissi, che tra l’altro sporcano, con quelle facce di bronzo, le città, ma solo per le idee che esprimono; candidatura alle elezioni di chi davvero ha voglia di dare una mano alla collettività, governandola per vocazione e non per arricchirsi; eliminazione dalla vita pubblica dei corrotti; taglio dei legami gelatinosi tra poteri forti e governanti. Una proposta del genere verrebbe tacciata con i termini di “populismo”, “antipolitica”, “demagogia” e compagnia bella, ossia tutte quelle parole senza significato con cui gli attuali politici bollano tutte le iniziative volte a levargli la poltrona da sotto il culo flaccido. O forse è troppo banale per quei delinquenti al potere che sono abituati a trovare le soluzioni più ingegnose pur di continuare a fottere il prossimo?

Una fragorosa risata vi seppellirà…

20 aprile 2012 1 commento

Una risata vi seppellirà

Una risata vi seppellirà

Il M5S viene dato in forte ascesa nei fantomatici sondaggi e il vecchio che avanza, partiti e lacché della stampa, fa quadrato insultando beppe grillo! E’ la prova concreta che, al di là delle scaramucce di facciata, i politicanti sono tutti uguali: recitano il teatrino della diversità di idee nei comizi e nelle tramissioni televisive, ma mirano soltanto a mantenere intatti i loro privilegi, che sono uguali per tutti. Basti pensare che l’ex ministro matteoli del pdl (Partito Dei Ladri), dopo aver descritto grillo come “un clown, un fenomeno da circo” , ha aggiunto di trovarsi totalmente d’accordo col baffetto malefico d’alema del pd (Partito Demente) che aveva definito grillo “un personaggio a metà tra il gabibbo e bossi“. Insomma, quando si tratta di difendere il proprio orticello, non c’è più distinzione di colore e di idee, sono tutti dalla stessa parte. Al di là del comico genovese, che esprime le proprie idee e che deve essere lasciato libero di farlo (visto che in italia si consente di parlare a delinquenti e puttanieri, lacché e faccendieri, non si comprende perché non potrebbe farlo un comico che in genere è più intelligente del politico), il M5S rappresenta quantomeno un segno di discontinuità, perché costituito da giovani senza alcuna militanza partitica e che di certo non sono peggio di coloro che negli ultimi 30 anni ci hanno portato allo sfascio, utilizzando la cosa pubblica per arricchirsi. Del resto, la bontà di questi movimenti è confermata proprio dalla presa di posizione di quei balordi che hanno fatto delle istituzioni dello stato uno strumento di potere personalistico: più costoro sbraitano, dimostrando il loro nervosismo per lp’attacco alla loro casta, più convincono i cittadini che bisogna cambiare aria! Il M5S ad oggi ha fatto cose concrete, basti considerare che ha rinunciato ai rimborsi elettorali: se loro lo hanno fatto, perché i partiti non possono? Perché tutti, alfano casini bersani d’alema, non appena si è chiesto di tagliare i rimborsi, peraltro illegittimi, hanno subito detto di no? Ecco cosa ci dovrebbe spiegare il baffetto malefico, perché la sua campagna elettorale deve essere finanziata con i soldi dei cittadini, mentre quella del M5S viene fatta senza chiedere nulla allo stato? Il baffetto malefico e i suoi compari di perenne militanza partitica e istituzionale andassero a lavorare sul serio finalmente, anziché elemosinare la bella vita a spese della comunità! Costoro sembra che debbano stare alla guida dello stato per diritto divino! Ha ragione toscani allora quando, parlando, tra gli altri del baffetto malefico, evidenzia: “Ha sempre perso, non è mai stato eletto, mi chiedo a cosa sia servito in questi anni” ( Dal sito on-line del quotidiano “Libero” – Toscani dà i voti ai partiti: “Lega diarrea, Pd falliti”) ! Ma se lochiedono un po’ tutti: a cosa ci sono serviti questi professionisti della politica in tutti questi anni, se non a farsi pagare il lauto stipendio da parlamentari e tutti i privilegi con le nostre tasse? d’alema, matteoli, veltroni, bersani, casini, fini, cicchitto, larussa, maroni, vendola, gasparri e tutta la casta: ahahahahaahhahahahaah, una grossa risata vi seppellirà!

Sciacalli!

8 settembre 2011 Lascia un commento

S. Berlusconi

Tutti dobbiamo fare sacrifici...

All’ultimo momento, e approfittando della ennesima fiducia posta dal governo sulla manovra economica, la casta ha ancora una volta mostrato l’unico motivo per cui siede sulle poltrone istituzionali: arraffare privilegi. Cosicché sono stati ridotti i tagli alle indennità dei parlamentari-lavoratori, previsti nel primo testo della manovra.I parlamentari che hanno un altro lavoro avrebbero visto decurtata del 50% la esosa indennità che ricevono. All’ultimo minuto, sottobanco come fanno i bambini che non vogliono farsi sgridare dalla maestra, hanno ridotto il taglio dal 50% al 30% o, in altri casi, al 10%. E, rispondendo a chi gli chiedeva se tale vergognosa mossa avrebbe potuto essere modificata alla camera, il dinosauro cicchitto (ma quanti anni avrà? me lo ricordo in politica da quando ero piccolo) ha risposto: “Non credo che la Camera modifichi il provvedimento perchè solo degli irresponsabili possono chiedere questo, che significherebbe che riandrebbe al senato con gli effetti facilmente ipotizzabili che riguardano i mercati”. Ahahahahah, irresponsabili!!! Ahahahahah. FANNO SEMPLICEMENTE PENA!!! Aspetto con trepidazione il fallimento di un paese governato da delinquenti, traffichini e arraffatori. Se le pagassero loro le tasse con cui finanziano i loro sporchi privilegi!!!

E la chiesa? Quando farà sacrifici?


Anche i Vescovi insegnano come fare i sacrifici ... ma loro non li fanno

Anche i Vescovi insegnano come fare i sacrifici ... ma loro non li fanno

Ovviamente, sulla questione dei “sacrifici” per risanare, per l’ennesima volta, il bilancio statale, non poteva mancare la voce dei vescovi, che, dal quotidiano l’Avvenire, lanciano la loro proposta di intervento su cinque punti:

1) ridimensionamento delle missioni all’estero;

2) pensioni d’anzianità;

3) tassa di solidarietà;

4) tagli ai costi della politica;

5) snellimento dello Stato.

Si fermano qui i vescovi: e le agevolazioni fiscali alla chiesa? I vescovi italiani in nulla si differenziano dai politici: tante proposte, ma mai una che colpisca i propri interessi.

Il Sole 24 Ore, qualche anno fa, fotografò la situazione fiscale della chiesa, per la quale “a partire dal 2007 è prevista anche l’esenzione dell’Ici per gli immobili adibiti a scopi commerciali per la Chiesa, basta che sia mantenuta una piccola struttura destinata ad attivitá religiose”. Conseguentemente, come affermato dal radicale Turco, mentre un ospedale privato paga regolarmente l’Ici, un ospedale che ha una piccola cappella al suo interno non la paga. Stesso discorso per gli alberghi. Non solo. Sempre Il Sole parlò delle “mille agevolazioni fiscali di cui gode la Chiesa” che finirono anche nel mirino dell’antitrust europea:
IRES: È previsto l’abbattimento dell’Ires del 50% nei confronti di una serie di soggetti tra cui gli enti di assistenza e beneficenza e gli altri enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di assistenza ed istruzione. Tali agevolazioni, ovviamente, non competono agli enti ecclesiastici non riconosciuti o a quelli che, sebbene siano stati riconosciuti, svolgono un’attivitá commerciale.
Nel caso di attivitá promiscua (commerciale e religiosa) gli enti ecclesiastici sono obbligati a distinguere le differenti fonti d’entrata; in particolare tutte le operazioni di carattere commerciale sono soggette all’Iva (non lo sono, tuttavia, le attivitá religiose commerciali ospedaliere e quelle didattiche) e, quindi alla tenuta, oltre che del codice fiscale, della partita Iva.
La legge italiana stabilisce, inoltre, che il reddito dei fabbricati di proprietá della Santa Sede è esente dall’Ires, mentre i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto e quelli esistenti nei cimiteri e loro pertinenze non vengono considerati produttivi di reddito, a prescindere dalla natura del soggetto che li possiede.
IRAP: La legge stabilisce poi, per quanto riguarda le retribuzioni corrisposte ai sacerdoti dalla Chiesa cattolica, che non costituiscono base imponibile ai fini dell’Irap. Occhio di riguardo anche per il trattamento fiscale dei proventi derivanti dall’attivitá lavorativa dei religiosi appartenenti agli enti ecclesiastici. La legge consente agli enti religiosi, per quanto riguarda le spese relative all’opera prestata in via continuativa dai membri degli enti religiosi, ai fini della determinazione del proprio reddito di impresa, la deduzione, per ciascuno dei propri membri che prestano la loro opera nell’attivitá commerciale imponibile, di un importo corrispondente all’ammontare del limite minimo annuo previsto per le pensioni corrisposte dal Fondo pensioni dei lavoratori dell’Inps.
Mentre i dipendenti della Santa Sede e dello Stato della Cittá del Vaticano sono esentati dall’Irpef. Le retribuzioni, di qualsiasi natura, le pensioni e le indennitá di fine rapporto corrisposte dalla Santa Sede, dagli altri enti centrali della Chiesa cattolica e da altri enti gestiti direttamente dalla Santa Sede ai propri dignitari, impiegati e salariati, ancorchè non stabili, sono esenti dall’Irpef e dall’imposta locale sui redditi.
TASSE IMMOBILIARI: Gli immobili pontifici sono esenti da tributi sia ordinari chè straordinari, verso lo Stato o qualsiasi altro ente.
TASSE DOGANA: E le merci provenienti dall’estero e dirette alla Cittá del Vaticano, o fuori della medesima, a istituzioni o uffici della Santa Sede, ovunque situati, sono sempre ammesse da qualunque punto del confine italiano e in qualunque porto della Repubblica al transito per il territorio italiano con piena esenzione dai diritti doganali e daziari”.

Quando la chiesa farà la sua parte? Non vuole che i sacrifici colpiscano le famiglie? Si cominci a sforbiciare le agevolazioni ficali di cui gode la chiesa, allora, anziché eliminare quelle per le famiglie. Perché se i sacrifici sono per tutti, il buon esempio lo dovrebbero dare proprio coloro che guidano il gregge, ossia non soltanto i politici ma anche i pastori. Ma tanto si sa, chiunque in questo paese predica bene e razzola male. Quando si tratta di ottenere consensi escono tutti fuori a difendere questo o quel settore della società, non appena si chiede a costoro di dare il loro concreto contributo si bollano le proposte come demagogiche e faziose.

Pagano i soliti noti? Basta pagare!!!


Manovra economica, sintesi.

Manovra economica, sintesi.

Nessuna novità sul fronte manovra. Pagheranno i soliti noti. I tagli ai costi della politica? Eliminazione delle province con meno di 300.000 abitanti e accorpamento dei comuni con meno di mille abitanti. Insomma, la montagna ha partorito il topolino. Perché mai non sono state abolite le province? Perché non ce lo spiegano? Perché, per una volta tanto, nella loro vita costoro non ci dicono la verità? Le province sono sacche di potere locale alle quali nessuno vuol rinunciare, dal pdl alla lega al pd. Perché non si sono dimezzati lo stipendio? Perchè non hanno eliminato il vitalizio dei parlamentari, né ridotto il numero degli stessi? Perché non hanno eliminato il rimborso elettorale e i finanziamenti pubblici ai giornali? Perché non hanno ritirato i soldati nelle missioni di guerra? Perché non hanno ridotto il numero di marescialli dell’esercito? Perché non hanno tassato i capitali illeciti scudati? Siccome ne abbiamo le palle piene di questo modo ormai antico e ripetitivo (ricordate amato, dini etc?) di “aggiustare” il bilancio dello stato, molto meglio farlo fallire: nessuno dei soliti noti deve pagare le tasse, NESSUNO!!!! Tanto con le nostre tasse non fanno manutenzione delle strade, né forniscono adeguati servizi sanitari o scolastici, ma ci pagano la benzina della auto blu e gli stipendi dei conducenti, il dentista dei familiari dei parlamentari, l’ “economico” pasto al ristorante del senato etc. Occorre ribellarsi, non c’è altra soluzione: cominciamo a non pagare le tasse!!!

Non se ne vogliono andare

4 agosto 2011 2 commenti

I costi della politica

I costi della politica

“Soltanto gli organi di informazione hanno messo in campo una connessione tra il mio intervento al Parlamento di ieri e il comportamento dei mercati. I mercati reagiscono per ragioni proprie che sono distanti sia dalla realta’ economica che dalla politica”, così il macho man di arcore ha commentato l’andamento odierno della borsa di milano. Io concordo con tale analisi, perché la borsa, secondo me, è un mondo alieno, senza regole, nel quale gli speculatori fanno ciò che vogliono, guadagnandoci anche un bel po’ di soldini. Però, l’affermazione del premierre contraddice la sua scelta di ieri di spostare il discorso in parlamento alla chiusura dei mercati. Se, secondo lui, non ci sarebbero state connessioni tra le due cose, perché mai ha deciso di aspettare la chiusura dei mercati per fare il tanto atteso quanto inutile discorso alle camere dei delinquenti?  E se la borsa avesse chiuso con segno positivo, il macho man di arcore avrebbe comunque detto che non esiste alcuna connessione tra le due cose? O si sarebbe, per sbaglio si intende, assunto i meriti della risalita correlandola alle sue utilissime parole pronunciate dinannzi alla casta? Peccato che non sia possibile avere la controprova! Ma al di là del politichese al quale gli (auto)eletti ci hanno abituato da tempo immemore, tanto che nemmeno ci si fa più caso alle contraddizioni dei loro discorsi e alle evidenti balle che si inventano, ciò che salta agli occhi, per l’ennesima volta, è che mai nelle loro parole si sente chiedere scusa alla popolazione per lo stato in cui la stanno riducendo. Non è mai colpa loro: è colpa degli speculatori, dei terroristi, degli immigrati clandestini, della mafia, del debito americano, ma mai la loro che governano questo paese da 50 anni e passa. Sono sempre lì, con le loro facce distese e allegre, consapevoli che, anche se cadesse il mondo, loro i loro porci privilegi continuerebbero ad averli! E’ vero, si son ridotti le ferie da 6 a 5 settimane, come se ci avessero fatto chissà quale gradita concessione: ma quale lavoratore ha 5 settimane lavorative di ferie consecutive? In effetti, loro lavorano tanto, hanno bisogno di riposare il ditino che inseriscono nel buchetto per votare, soprattutto i pianisti! Ecco, se fossi in loro me ne andrei in ferie a vita, facendo l’unico atto di buon senso che sarebbe apprezzato dagli estranei alla casta: andare affanculo! Che si levassero dalle palle finché sono in tempo quei parassiti: non se ne può proprio più di vedere quelle immense facce da culo!!!

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