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Posts Tagged ‘malgoverno’

Guardateli bene


Queste sono le facce che ci hanno governato negli ultimi 17 anni e che ci hanno condotto allo sfacelo:

…forse Lombroso non aveva tutti i torti!!!

Governo "Berlusconi IV"  - foto segnaletiche

Governo "Berlusconi IV" - foto segnaletiche per non dimenticare in vista delle elezioni.

Per ulteriori informazioni, per i nomi i ruoli anche degli utilissimi sottosegretari, fare riferimento alla pagina istituzionale del Governo Italiano.

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La passerella di Cannes


G20 - Un'allegra rimpatriata

G20 - Un'allegra rimpatriata

Avete letto il piano d’azione varato dal G20 per “sostenere la ripresa nel breve termine e restaurare la stabilità finanziaria”? Eccolo:

http://www.repubblica.it/economia/2011/11/03/news/g20_gli_impegni_a_sostegno_della_crescita-24374106/?ref=HREA-1

Ovviamente un documento che non servirà a nulla, come era lecito aspettarsi. Del resto, come si può pretendere che coloro i quali ci  hanno condotto alla situazione attuale possano risolverla? Questi politicanti sono solo marionette nelle mani dei grandi poteri finanziari che governano realmente il mondo. Che cazzo ci sono andati a fare a Cannes? A farsi fotografare come gli attori del cinema? E’ sempre più irritante assistere a questi siparietti vuoti e inutili, dove i “potenti” della terra si siedono intorno ad un tavolo assumendo impegni generici e comunque non vincolanti! Qualcuno di loro ha parlato delle condizioni reali delle popolazioni mondiali? Qualcuno di loro ha detto qualcosa di concreto sullo sfaldamento della società determinato dalla corsa al profitto della grande finanza che li elegge? Certo che no! Ma se loro stessi non hanno previsto questa catastrofe, davvero non si capisce che cazzo hanno fatto fino ad oggi! E ancora sono lì che si incontrano, fanno la foto di gruppo, si stringono le mani: ma chi credono di prendere ancora in giro? Loro non rappresentano la democrazia, né la civiltà, loro sono un’oligarchia che fa l’interesse di chi li mette sullo scranno, a discapito dei cittadini, il cui unico compito è di reggere il sistema. Se i ricchi in America rappresentano lo 0,9% della popolazione e la maggior parte degli stessi sono dirigenti di società finanziarie, la soluzione è molto semplice: eliminare la finanza e connettere l’economia alla produzione reale, per poi redistribuire la ricchezza. Non c’è altra soluzione per cambiare le cose e ridare dignità agli esseri umani. Ma non aspettiamoci che tale soluzione possano darcela loro, perché sono solo burattini che difendono il proprio interesse tutelando quello della grande finanza che muove i voti nella falsa democrazia che dicono di difendere. La democrazia è il potere del popolo e la civiltà è il benessere collettivo: loro non hanno realizzato l’una e non hanno interesse a costruire l’altra, altrimenti in questi vertici parlerebbero di lavoro, di condizioni sociali, di istruzione, di povertà, non di banche e di mercati. Ma se il loro interesse è di tutelare chi tiene i fili, non possono fare altrimenti. Bisogna mandarli a casa, non c’è altra soluzione!

«I soldi non ci sono, stiamo cercando di inventarci qualcosa»

19 ottobre 2011 2 commenti

Inventeremo qualcosa

Non avete soldi? Inventatevi qualcosa!!

Il macho man di arcore, forse per la prima volta nella sua vita conosciuta, è stato onesto: «I soldi non ci sono, stiamo cercando di inventarci qualcosa»! In altri termini, il primo ministro del nostro paese – che, tra l’altro, ha negato la esistenza della crisi fino a pochi mesi addietro – ha detto che non è in grado, con la banda di delinquenti e lacché di cui si circonda, di dare risposte alle esigenze della popolazione. Cosa pensa, che per risolvere la situazione economica attuale è sufficiente un po’ di fantasia come nelle serate di villa grazioli? La nostra classe di politicanti da quattro soldi è come un circo di strani personaggi, nel quale un giorno si scopre che il premier è amico di un puttaniere pugliese che vorrebbe fare l’imprenditore, dove il ministro degli esteri organizza incontri con  ministri stranieri nell’interesse di un personaggio oscuro come lavitola, dove il maggiore partito dell’opposizione perde le elezioni in Molise e dà la colpa al M5S perché, democraticamente, ha avuto l’ardire di partecipare alle elezioni, dove ministri della repubblica unita sono anche secessionisti padani etc. Il vero problema è che tali personaggi sono reali, esistono per davvero!  Stando così le cose, come si può non capire l’esasperazione di chi non trova altro modo che la violenza per farsi prendere in considerazione?

Sanno cosa succede di fuori?

14 dicembre 2010 1 commento

14-12-fiducia risicata e scontri a Roma

Battaglie per il potere e contestazioni

Il governo del dittatorello ha avuto la fiducia. Dopo una patetica corsa al raccatto, mediante variegate elargizioni, l’ha spuntata per ben 3 voti. Ma mentre dentro il letamaio istituzionalizzato si “combatteva” una dura battaglia finalizzata al mantenimento del potere, di fuori, per le strade della capitale, impazzava la protesta, anche forte. Ma gli occupanti del letamaio ne erano a conoscenza? Sapevano che fuori c’erano centinaia di migliaia di giovani stanchi di questo regime “interessocratico”? Non credo proprio, perché altrimenti, anziché insudiciare ancora una volta e sempre di più, con la compravendita di politici, una democrazia ormai al tramonto, avrebbero rassegnato, tutti (maggioranza e opposizione), le dimissioni, dichiarando, con onestà, di essere la causa di ciò che stava accadendo fuori. Ma non l’hanno fatto e non lo faranno, perché nel loro mondo dorato le paure, le ansie e la stanchezza del popolo, e soprattutto dei giovani ai quali stanno rubando il futuro, sono tenute fuori, protetto dai servi in divisa del potere, i quali anziché difendere e sostenere i cittadini, fanno da scudo con manganelli e cariche ai veri delinquenti che hanno disossato la collettività per gonfiare i propri portafogli. Che si levino pure le critiche buoniste e moraliste di chi biasima i comportamenti “violenti”, pur di mascherare la vera violenza, che è perpetrata dalla cricca che da anni (mal)governa questo paese. Purtroppo per loro, non potranno più fermare un movimento che comincia a crescere e che solo manifestando la propria rabbia e il proprio odio per i mascalzoni riesce a far sentire la propria voce. Di fronte alle nefandezze continue dei suoi rappresentanti (mercato dei voti, escort, minorenni, teatrini, revirement improvvisi), la media borghesia italiana non trova di meglio che stigmatizzare l’atteggiamento dei violenti che mettono a soqquadro la via dello shopping, anziché andare lì, entrare nel letamaio istituzionalizzato e buttare finalmente giù gli sciacalli della crisi ideata ad arte per tentare di mantenere un potere che ormai vacilla.

Futuro e Libertà (solo) per la casta

20 ottobre 2010 10 commenti

Gianfranco Fini

Gianfranco Fini il "nuovo" che arretra

16 ottobre 2010: “La politica deve dimostrare con i fatti che la legge è davvero uguale per tutti. Bisogna dimostrare con i fatti che chi sbaglia paga”. Parole sacrosante, ma purtroppo dette da un politico italiano: Gianfranco Fini. Ed infatti, puntualmente, tre giorni dopo, 19 ottobre 2010, il nuovo movimento fondato da Fini, FLI, approva in commissione affari costituzionali il Lodo Alfano con l’emendamento sulla retroattività e vota contro l’autorizzazione a procedere per l’ex ministro Lunardi accusato di corruzione. Ma davvero c’è qualcuno che aveva creduto alla rinascita di Fini? Davvero c’è chi credeva che quell’omuncolo, che per 16 lunghi anni ha governato fianco a fianco al dittatorello di arcore, votando le decine di leggi ad personam da costui e per costui volute, di punto in bianco fosse diventato il paladino del “nuovo”, del cambiamento? Ho già sentito delle risibili giustificazioni per quanto successo: è un voto tecnico, Fini non può permettersi di far cadere il governo perché non è ancora in grado di sostenere le urne, etc. Chi se ne frega!!! Contano solo i fatti, e nei fatti Fini & C. non sono altro che i soliti politici italiani di lungo (de)corso, artefici e beneficiari allo stesso tempo del regime “interessocratico” che malgoverna il nostro paese. Probabilmente, Fini e i suoi hanno frequentato per talmente tanto tempo la combriccola di palazzo grazioli che nemmeno sanno più cosa significhi la parola legalità, cosa sia l’eguaglianza d fronte alla legge. Con la prevedibile condotta tenuta in parlamento, questi “nuovi eroi” almeno ci hanno consentito di comprendere appieno il significato del logo che hanno forgiato per il nascente ma già decadente movimento: Futuro e Libertà, ossia futuro garantito per sé stessi e per parenti e amici, libertà per tutti i membri della cricca e dell’interessocrazia al potere, a maggior ragione se già condannati o solo indagati. In realtà, la mossa dei finiani è spiegabile se contestualizzata: siamo in Italia, la terra dei cachi (cit.), dove più delinqui, più aumentano le possibilità di entrare nelle istituzioni. Pertanto, il voto di ieri di FLI è stata pura campagna elettorale: dimostrare agli elettori di indagati e pregiudicati di PDL , PD e UDC che loro non sono diversi e che, quindi, votandoli, possono stare tranquilli che le cose resteranno come sono o, al massimo, continueranno a peggiorare. La cosa più sconcertante, però, è che siamo così assuefatti alle piroette dei politicanti nostrani che nemmeno più ci indignamo. Ed invece, bisogna reagire, occorre ristabilire la legalità in questa terra. Il primo passo è la rimozione ad ogni costo di questi loschi figuri dalle istituzioni, perché finché ci saranno loro l’articolo 3 della Costituzione sarà bistrattato e mai attuato: TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA’ SOCIALE E SONO EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, SENZA DISTINZIONE DI SESSO, DI RAZZA, DI LINGUA, DI RELIGIONE, DI OPINIONI POLITICHE, DI CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI. Pura poesia! Che i finiani si puliscano la bocca prima di parlare di legalità e leggano 1000 volte la nostra Carta per cominciare ad essere quantomeno presentabili agli occhi degli elettori onesti.

Un paese per vecchi

30 settembre 2010 2 commenti

Silvio Berlusconi (74 anni)

Silvio Berlusconi (74 anni)

Ieri sera ho assistito all’ennesimo teatrino della (pesudo)politica italiana che, al di là dei nomi e dei colori, rimane a marchio democristiano. Dopo una tiritera durata alcuni mesi il “cognato” Fini vota la fiducia al dittatorello che gli aveva sguinzagliato contro i prezzolati giornalai e addirittura i ministri di stati off-shore. Tutto scontato, per carità: potevano mai gli auto-eletti farsi sfuggire la ghiotta occasione di allungare la legislatura fino alla primavera, in modo da superare il termine minimo per maturare la meritata ed agognata pensione gravante sui sudditi del regime? Lo spettacolo è stato indegno e indecoroso, ma tipico dei politicanti consumati e riciclati della cd. prima repubblica. Ma cosa ci si poteva aspettare? Davvero qualcuno ne è rimasto deluso? Ho 36 anni e da quando ho iniziato ad interessarmi di politica è stato un crescendo di disaffezione. Del resto, negli ultimi vent’anni non ricordo un solo nome nuovo che si sia affacciato alla ribalta per portare un’idea nuova; le facce (da culo) sono sempre le stesse: D’Alema, Veltroni, Berlusconi, Fini, Bossi, Finocchiaro, Gasparri, La Russa, Napolitano, Rotondi, Cicchitto, Maroni, Andreotti, etc. etc. Invece guardo agli Stati Uniti e vedo Obama, che vent’anni fa era ancora in calzoni corti, guardo alla Gran Bretagna e vedo che i laburisti hanno nominato al comando Ed Miliband, poco più grande di me. Certamente da Obama ci si aspetta di più, ma almeno ha esteso la tutela sanitaria a molti che prima ne erano sprovvisti. In Italia invece negli ultimi venti anni cosa è stato fatto? Quale idea nuova hanno apportato alla causa negli ultimi venti anni i professionisti della poltrona? La tassa straordinaria per l’Europa? Il progetto del ponte sullo stretto, senza che al sud ci siano autostrade di collegamento e ferrovie con il doppio binario e i treni elettrici? L’indulto? La depenalizzazione del falso in bilancio? La reintroduzione del finanziamento pubblico ai partiti sotto forma di rimborsi elettorali in barba ad un referendum abrogativo? L’unica speranza per i nostri figli sembra essere che non si vive in eterno, salvo che non si cambi l’intero sistema e si ringiovanisca la classe dirigente con l’innesto di talenti passionali e innovatori, possibilmente però non addestrati al compromesso nelle file negli attuali partiti. La prima mossa sarebbe di ridurre drasticamente i compensi nelle istituzioni, ma non come mossa populistica, bensì quale strumento per fare in modo che la politica non sia più una professione ma l’esercizio di una passione al servizio della cosa comune. Ecco, finché non si porranno le basi per questa “rivoluzione” rimarremo un paese per vecchi (democristiani).

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