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Posts Tagged ‘regime’

4 sì contro lobbies e regime

6 giugno 2011 2 commenti

4 si contro le lobbies

4 si contro le lobbies

Le consultazioni referendarie del 12 e 13 giugno hanno un significato rilevante, perché danno la possibilità al cittadino di uscire dalla sudditanza e sferrare un duro colpo al regime e alle lobbies che lo sostengono. Per capire l’importanza di tale voto basti considerare l’ostracismo del potere avverso lo stesso:

1) mancato accorpamento dei referendum con il voto amministrativo (complici anche gli onorevoli (drang) deputati dell’opposizione colpevolmente assenti al momento del voto in Parlamento);

2) mancata informazione di RAI e mediaset, di proprietà legale o di fatto del dittatorello;

3) tentativo del governo di eliminare il quesito sul nucleare, quello trainante per il raggiungimento del quorum, mediante una balorda manovra di rinvio della costruzione delle centrali nucleari.

Il regime, dunque, le sta provando tutte pur di evitare il raggiungimento del quorum, il che dimostra che gli interessi forti che lo sostengono stanno spingendo per il fallimento dei referendum. Perché? Per  gli interessi economici che ci sono dietro! La costruzione di centrali nucleari significa innanzitutto appalti pubblici per i costruttori, ossia tangenti, favori agli amici degli amici etc.; la privatizzazione dell’acqua implica l’entrata in un business milionario, che specula sul bene primario della vita. E poi il solito, immancabile interesse personale del dittatorello, timoroso di perdere il privilegio sovrano del legittimo impedimento. Già soltanto per questi motivi vale la pena di andare a votare, anche da parte di coloro che, non ritenendo di essere rappresentati dai politicanti italiani, si astengono in occasione di politiche e amministrative. Anzi, proprio il popolo degli astensionisti ha in questa tornata elettorale la possibilità di dare una spallata al regime dal quale non si sentono rappresentati perché espressione unicamente dei poteri forti, le lobbies, anziché della comunità. E’ questo il momento giusto di ritrovare la scheda elettorale e farsi sentire, mandando a quel paese poteri forti e politicanti conniventi, che fondono la loro vita sul profitto ad ogni costo. Allora, mettiamola in culo all’informazione serva del potere e facciamo girare l’invito mediante la rete, sms e passaparola. Non diamogliela vinta: servi di nessuno, per cui MANDIAMOLI A CAGARE!!!

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Aprire gli occhi!

8 marzo 2011 4 commenti

Sfogliando i giornali degli ultimi giorni saltano agli occhi alcune notizie sulla situazione italiana attuale che dovrebbero far rabbrividire: altissima disoccupazione giovanile, diminuzione drastica delle iscrizioni alle università pubbliche  e caro benzina. Tuttavia, se si va più a fondo nella ricerca – navigando in rete ovviamente – si può verificare che l’Italia è al 67° posto su scala mondiale nella speciale graduatoria dei paesi meno corrotti del mondo, al 40° posto per libertà di stampa, 5^ nella classifica delle principali mete turistiche mondiali (nonostante il suo patrimonio artistico e naturalistico), tra le ultime nella classifica relativa all’uso delle tecnologie della telecomunicazione, 23^ nella classifica mondiale dello sviluppo, l’università italiana più alta in graduatoria è l’Università di Bologna al 192° posto. L’Italia, invece, è tra le primissime (tra il 5° e il 7° posto) nella classifica del debito pubblico più alto. Se questa è la situazione del nostro paese, diamo uno sguardo all’azione di governo degli ultimi giorni: rafforzamento della maggioranza, nomina di nuovi sottosegretari, riforma della giustizia, federalismo fiscale. In tesi, le iniziative politiche dovrebbero essere rivolte ad innalzare il benessere della collettività, cercando di risolvere le problematiche contingenti che l’affliggono. Qualcuno ha sentito qualche membro del governo fare proposte per aumentare l’occupazione giovanile? Per consentire al neolaureato di entrare nel mondo del lavoro? Per frenare l’incidenza dell’aumento della benzina sul cittadino che ogni giorno deve recarsi al lavoro per portare a casa 900 euro al mese? Niente di niente. Vanno in TV a parlare, a litigare, ad imbonire, ma di concreto cosa fanno? Prendono il lauto stipendio a fine mese, camminano nelle auto blu, fanno qualche interrogazione parlamentare, piazzano qualche familiare o amico dell’amico nelle aziende pubbliche, assegnano qualche appalto per arrotondare la mensilità e poi tornano a casa a riposarsi. Come si fa a non incazzarsi di fronte a tale stato di cose? Ma cosa aspetta l’opposizione ad attuare (finalmente) un gesto di rottura? Forse che non conviene neanche ad essa di cambiare lo stato delle cose? Evidentemente no, perché le stesse porcherie si compiono da un lato e dell’altro! Ed ecco che in strada, anziché arrabbiarsi per tale condotta, la gente fa a pugni per difendere la propria parte politica, perché ciò che non ci facciamo mancare è la faziosità, anche se questa implica la difesa ad oltranza del farabutto di turno. La realtà, dunque, ci ha insegnato che la ribellione all’attuale stato delle cose deve partire dal basso, dai singoli cittadini, perché i cd. rappresentanti del popolo, democraticamente eletti, non hanno alcun interesse a migliorare la vita dei rappresentati, se non quella dei propri familiari e degli amici. Occorre un segnale forte, da parte di coloro che non sono collusi con la melma politica e che sono davvero stanchi di essere presi per il culo, che non si accontentano di sedersi in poltrona la sera a guardare un reality o la partita della squadra del cuore, perché sanno che si tratta di meri palliativi finalizzati a distogliere lo sguardo dalla realtà delle cose, permettendo a quei cialtroni di fare i loro porci comodi.

L’agognato “lìder”

14 settembre 2010 8 commenti

Scontro Fini-Berlusconi

Scontro Fini-Berlusconi

Da qualche mese, dopo un travaglio non ancora concluso, si è presentato sulla scena politica italiana un nuovo carismatico attore.  Egli , tutto da solo, è capace di:

  • incarnare  le aspirazioni di una destra moderna, europea ed europeista da confrontare ed affiancare alle destre di governo della Merkel o di Cameron;
  • raccogliere la delusione e lo sbandamento di tutti coloro che non trovano riferimenti nel vuoto assoluto della  sinistra;
  • dare all’ampia area moderata italiana una figura rassicurante.

Egli. Tutto da solo.

Eh si! Il nuovo si chiama Gianfranco Fini, dall’abile dialettica, dai modi amabili, dall’impeccabile eleganza e dalla solida preparazione . E non lanciatevi subito in facili critiche e pretestuose argomentazioni alla “ma dov’eri fino a ieri?”; Egli si è presentato portando in dote una caratteristica inesistente nell’intero arco parlamentare :  l’autocritica. Tutte le risposte alle vostre obiezioni sono ben affrontate e controbattute sulle pagine di FareFuturo, senza falsi orgogli e con il capo cosparso di cenere, il nuovo Fini è per la legalità, per l’accoglienza degli immigrati, per la costituzione, per l’ordine;  più a sinistra della sinistra,  più a destra della destra e saldamente al centro. Ok,  ok, il mio è vuoto sarcasmo; vorrei solo andare oltre il semplice “dov’era?” non pretendo di capire il “perchè era lì e non vuole più starci” ma, aspiro almeno a stabilire  “ma ora, possiamo credergli?”.  Ma se Fini ha impiegato 17 anni, 3 esperienze di governo (e relative leggi e decisioni politiche) e la condivisione di un partito per rendersi conto delle reali inclinazioni autoritarie di Berlusconi, che affidabilità dà come leader per il futuro? Dopo 17 anni di clamorose e “definitive” rotture ed altrettanti entusiasti abbracci pre-elettorali, qualcuno si meraviglierebbe se tra qualche tempo i due co-fondatori del PDL si ritrovassero di nuovo a recitare la parte dei migliori amici? Leggi tutto…

Pubblica (dis)informazione e desolanti revirement

8 settembre 2010 Lascia un commento

A. Minzolini e S. Berlusconi

Augusto Minzolini (e il suo padrone)

Non voglio soffermarmi sul servilismo del direttore (?!) del tg1, perché fin troppo evidente. Del resto, la prima rete nazionale, e non solo, è sempre stata al servizio del padrone di turno, che, fatto odiosamente notorio, si sceglie il proprio giornalaio lacché di turno che faccia da portavoce. Vero che quello attuale ha una sfacciataggine senza eguali, da fare invidia persino a Vespa, ma è altrettanto vero che fino a ieri quasi nessuno si era lamentato degli editoriali di prima serata del Minzolini, salvo i soliti pochi noti. Anche sulla necessità di “ripulire” il tg nazionale da giornalai faziosi e senza spessore si è levato il grido di FareFuturo, ovverosia il periodico on-line di Fini: ma i finiani dov’erano quando Minzolini fu nominato? Possibile che sia divenuto scomodo soltanto quando  c’è stata la rottura con il dittatorello? E le posizioni all’interno della RAI ricoperte da uomini di Fini? Costui critica il bombardamento mediatico delle testate berlusconiane, puntualmente arrivato con lo strappo da colui al quale nessuno deve dire di no, e poi scioglie i suoi segugi della notizia soltanto dopo essere stato estromesso dal partito co-fondato. Se questa è la politica delle italiche terre, non può non regnare tra gli elettori lo sconforto per una confusione che regna sovrana, forse volutamente. Io la leggo in questo modo: o Fini negli ultimi 16 anni, come ironizza qualcuno, ha vissuto davvero su Marte oppure ha coabitato con il gran capo sulla base di un mero compromesso politico. Se fosse vera la prima, allora Fini, tornato sulla terra, potrebbe felicemente andarsene in pensione perché non avrebbe la stoffa per dirigere la cosa comune. Se si optasse per la soluzione del compromesso la vicenda risulterebbe ancor più deprimente, perché, in soldoni, significherebbe che i due fondatori del pdl avrebbero convenuto di non darsi fastidio finché avessero ottenuto il proprio tornaconto. Leggi tutto…

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