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Posts Tagged ‘Fini’

La coda verde è di paglia


Usanze romane

Usanze romane

La lega di cel’ho duro bossi è sempre più in difficoltà. Fini annuncia che tra i baby pensionati c’è anche la moglie di bossi, andata in pensione alla veneranda età di 39 anni, e alla camera dei delinquenti comincia la rissa! Fini è un traditore, deve dimettersi etc. Perché? Perché ha detto in tv che a differenza di quel che dicono i leghisti i ladroni non sono sempre nella capitale? Ma soprattutto che la ladrona in questo caso è proprio la moglie del fondatore del partito dei puristi? La vergogna non ha davvero limiti: anziché sdegnarsi con chi ruba il futuro ai giovani, i leghisti se la prendono con chi, anche se a solo scopo evidentemente elettorale, dice nient’altro che la verità. Questa vicenda ancora una volta conferma che i politicanti della lega non sono altro che sfruttatori delle risorse pubbliche, che in nulla si differenziano da membri di pdl, pd, idv, udc e partitini vari che occupano illegittimamente  le istituzioni. Ma tanto si sa, i delinquenti e lacché aggrappati alle poltrone romane hanno un unico obbiettivo: tutelare i propri interessi. E la lega non è da meno, soprattutto quando si tratta di tutelare il capo supremo, quello dal dito medio facile. Solo che un bel dito medio se lo meriterebbe la moglie, che senza aver versato contributi vive di rendita, partecipando dolosamente alla demolizione del nostro stato sociale! Ma a lei cosa frega? Il figlio è consigliere regionale, lei si gode il vitalizio, il marito è pluristipendiato da roma: la famigliola padana è al sicuro da ogni turbamento. Sono gli altri che alla pensione nemmeno ci arriveranno, compresi i giovani padani!

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Sanno cosa succede di fuori?

14 dicembre 2010 1 commento

14-12-fiducia risicata e scontri a Roma

Battaglie per il potere e contestazioni

Il governo del dittatorello ha avuto la fiducia. Dopo una patetica corsa al raccatto, mediante variegate elargizioni, l’ha spuntata per ben 3 voti. Ma mentre dentro il letamaio istituzionalizzato si “combatteva” una dura battaglia finalizzata al mantenimento del potere, di fuori, per le strade della capitale, impazzava la protesta, anche forte. Ma gli occupanti del letamaio ne erano a conoscenza? Sapevano che fuori c’erano centinaia di migliaia di giovani stanchi di questo regime “interessocratico”? Non credo proprio, perché altrimenti, anziché insudiciare ancora una volta e sempre di più, con la compravendita di politici, una democrazia ormai al tramonto, avrebbero rassegnato, tutti (maggioranza e opposizione), le dimissioni, dichiarando, con onestà, di essere la causa di ciò che stava accadendo fuori. Ma non l’hanno fatto e non lo faranno, perché nel loro mondo dorato le paure, le ansie e la stanchezza del popolo, e soprattutto dei giovani ai quali stanno rubando il futuro, sono tenute fuori, protetto dai servi in divisa del potere, i quali anziché difendere e sostenere i cittadini, fanno da scudo con manganelli e cariche ai veri delinquenti che hanno disossato la collettività per gonfiare i propri portafogli. Che si levino pure le critiche buoniste e moraliste di chi biasima i comportamenti “violenti”, pur di mascherare la vera violenza, che è perpetrata dalla cricca che da anni (mal)governa questo paese. Purtroppo per loro, non potranno più fermare un movimento che comincia a crescere e che solo manifestando la propria rabbia e il proprio odio per i mascalzoni riesce a far sentire la propria voce. Di fronte alle nefandezze continue dei suoi rappresentanti (mercato dei voti, escort, minorenni, teatrini, revirement improvvisi), la media borghesia italiana non trova di meglio che stigmatizzare l’atteggiamento dei violenti che mettono a soqquadro la via dello shopping, anziché andare lì, entrare nel letamaio istituzionalizzato e buttare finalmente giù gli sciacalli della crisi ideata ad arte per tentare di mantenere un potere che ormai vacilla.

Futuro e Libertà (solo) per la casta

20 ottobre 2010 10 commenti

Gianfranco Fini

Gianfranco Fini il "nuovo" che arretra

16 ottobre 2010: “La politica deve dimostrare con i fatti che la legge è davvero uguale per tutti. Bisogna dimostrare con i fatti che chi sbaglia paga”. Parole sacrosante, ma purtroppo dette da un politico italiano: Gianfranco Fini. Ed infatti, puntualmente, tre giorni dopo, 19 ottobre 2010, il nuovo movimento fondato da Fini, FLI, approva in commissione affari costituzionali il Lodo Alfano con l’emendamento sulla retroattività e vota contro l’autorizzazione a procedere per l’ex ministro Lunardi accusato di corruzione. Ma davvero c’è qualcuno che aveva creduto alla rinascita di Fini? Davvero c’è chi credeva che quell’omuncolo, che per 16 lunghi anni ha governato fianco a fianco al dittatorello di arcore, votando le decine di leggi ad personam da costui e per costui volute, di punto in bianco fosse diventato il paladino del “nuovo”, del cambiamento? Ho già sentito delle risibili giustificazioni per quanto successo: è un voto tecnico, Fini non può permettersi di far cadere il governo perché non è ancora in grado di sostenere le urne, etc. Chi se ne frega!!! Contano solo i fatti, e nei fatti Fini & C. non sono altro che i soliti politici italiani di lungo (de)corso, artefici e beneficiari allo stesso tempo del regime “interessocratico” che malgoverna il nostro paese. Probabilmente, Fini e i suoi hanno frequentato per talmente tanto tempo la combriccola di palazzo grazioli che nemmeno sanno più cosa significhi la parola legalità, cosa sia l’eguaglianza d fronte alla legge. Con la prevedibile condotta tenuta in parlamento, questi “nuovi eroi” almeno ci hanno consentito di comprendere appieno il significato del logo che hanno forgiato per il nascente ma già decadente movimento: Futuro e Libertà, ossia futuro garantito per sé stessi e per parenti e amici, libertà per tutti i membri della cricca e dell’interessocrazia al potere, a maggior ragione se già condannati o solo indagati. In realtà, la mossa dei finiani è spiegabile se contestualizzata: siamo in Italia, la terra dei cachi (cit.), dove più delinqui, più aumentano le possibilità di entrare nelle istituzioni. Pertanto, il voto di ieri di FLI è stata pura campagna elettorale: dimostrare agli elettori di indagati e pregiudicati di PDL , PD e UDC che loro non sono diversi e che, quindi, votandoli, possono stare tranquilli che le cose resteranno come sono o, al massimo, continueranno a peggiorare. La cosa più sconcertante, però, è che siamo così assuefatti alle piroette dei politicanti nostrani che nemmeno più ci indignamo. Ed invece, bisogna reagire, occorre ristabilire la legalità in questa terra. Il primo passo è la rimozione ad ogni costo di questi loschi figuri dalle istituzioni, perché finché ci saranno loro l’articolo 3 della Costituzione sarà bistrattato e mai attuato: TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA’ SOCIALE E SONO EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, SENZA DISTINZIONE DI SESSO, DI RAZZA, DI LINGUA, DI RELIGIONE, DI OPINIONI POLITICHE, DI CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI. Pura poesia! Che i finiani si puliscano la bocca prima di parlare di legalità e leggano 1000 volte la nostra Carta per cominciare ad essere quantomeno presentabili agli occhi degli elettori onesti.

Un paese per vecchi

30 settembre 2010 2 commenti

Silvio Berlusconi (74 anni)

Silvio Berlusconi (74 anni)

Ieri sera ho assistito all’ennesimo teatrino della (pesudo)politica italiana che, al di là dei nomi e dei colori, rimane a marchio democristiano. Dopo una tiritera durata alcuni mesi il “cognato” Fini vota la fiducia al dittatorello che gli aveva sguinzagliato contro i prezzolati giornalai e addirittura i ministri di stati off-shore. Tutto scontato, per carità: potevano mai gli auto-eletti farsi sfuggire la ghiotta occasione di allungare la legislatura fino alla primavera, in modo da superare il termine minimo per maturare la meritata ed agognata pensione gravante sui sudditi del regime? Lo spettacolo è stato indegno e indecoroso, ma tipico dei politicanti consumati e riciclati della cd. prima repubblica. Ma cosa ci si poteva aspettare? Davvero qualcuno ne è rimasto deluso? Ho 36 anni e da quando ho iniziato ad interessarmi di politica è stato un crescendo di disaffezione. Del resto, negli ultimi vent’anni non ricordo un solo nome nuovo che si sia affacciato alla ribalta per portare un’idea nuova; le facce (da culo) sono sempre le stesse: D’Alema, Veltroni, Berlusconi, Fini, Bossi, Finocchiaro, Gasparri, La Russa, Napolitano, Rotondi, Cicchitto, Maroni, Andreotti, etc. etc. Invece guardo agli Stati Uniti e vedo Obama, che vent’anni fa era ancora in calzoni corti, guardo alla Gran Bretagna e vedo che i laburisti hanno nominato al comando Ed Miliband, poco più grande di me. Certamente da Obama ci si aspetta di più, ma almeno ha esteso la tutela sanitaria a molti che prima ne erano sprovvisti. In Italia invece negli ultimi venti anni cosa è stato fatto? Quale idea nuova hanno apportato alla causa negli ultimi venti anni i professionisti della poltrona? La tassa straordinaria per l’Europa? Il progetto del ponte sullo stretto, senza che al sud ci siano autostrade di collegamento e ferrovie con il doppio binario e i treni elettrici? L’indulto? La depenalizzazione del falso in bilancio? La reintroduzione del finanziamento pubblico ai partiti sotto forma di rimborsi elettorali in barba ad un referendum abrogativo? L’unica speranza per i nostri figli sembra essere che non si vive in eterno, salvo che non si cambi l’intero sistema e si ringiovanisca la classe dirigente con l’innesto di talenti passionali e innovatori, possibilmente però non addestrati al compromesso nelle file negli attuali partiti. La prima mossa sarebbe di ridurre drasticamente i compensi nelle istituzioni, ma non come mossa populistica, bensì quale strumento per fare in modo che la politica non sia più una professione ma l’esercizio di una passione al servizio della cosa comune. Ecco, finché non si porranno le basi per questa “rivoluzione” rimarremo un paese per vecchi (democristiani).

L’agognato “lìder”

14 settembre 2010 8 commenti

Scontro Fini-Berlusconi

Scontro Fini-Berlusconi

Da qualche mese, dopo un travaglio non ancora concluso, si è presentato sulla scena politica italiana un nuovo carismatico attore.  Egli , tutto da solo, è capace di:

  • incarnare  le aspirazioni di una destra moderna, europea ed europeista da confrontare ed affiancare alle destre di governo della Merkel o di Cameron;
  • raccogliere la delusione e lo sbandamento di tutti coloro che non trovano riferimenti nel vuoto assoluto della  sinistra;
  • dare all’ampia area moderata italiana una figura rassicurante.

Egli. Tutto da solo.

Eh si! Il nuovo si chiama Gianfranco Fini, dall’abile dialettica, dai modi amabili, dall’impeccabile eleganza e dalla solida preparazione . E non lanciatevi subito in facili critiche e pretestuose argomentazioni alla “ma dov’eri fino a ieri?”; Egli si è presentato portando in dote una caratteristica inesistente nell’intero arco parlamentare :  l’autocritica. Tutte le risposte alle vostre obiezioni sono ben affrontate e controbattute sulle pagine di FareFuturo, senza falsi orgogli e con il capo cosparso di cenere, il nuovo Fini è per la legalità, per l’accoglienza degli immigrati, per la costituzione, per l’ordine;  più a sinistra della sinistra,  più a destra della destra e saldamente al centro. Ok,  ok, il mio è vuoto sarcasmo; vorrei solo andare oltre il semplice “dov’era?” non pretendo di capire il “perchè era lì e non vuole più starci” ma, aspiro almeno a stabilire  “ma ora, possiamo credergli?”.  Ma se Fini ha impiegato 17 anni, 3 esperienze di governo (e relative leggi e decisioni politiche) e la condivisione di un partito per rendersi conto delle reali inclinazioni autoritarie di Berlusconi, che affidabilità dà come leader per il futuro? Dopo 17 anni di clamorose e “definitive” rotture ed altrettanti entusiasti abbracci pre-elettorali, qualcuno si meraviglierebbe se tra qualche tempo i due co-fondatori del PDL si ritrovassero di nuovo a recitare la parte dei migliori amici? Leggi tutto…

Pubblica (dis)informazione e desolanti revirement

8 settembre 2010 Lascia un commento

A. Minzolini e S. Berlusconi

Augusto Minzolini (e il suo padrone)

Non voglio soffermarmi sul servilismo del direttore (?!) del tg1, perché fin troppo evidente. Del resto, la prima rete nazionale, e non solo, è sempre stata al servizio del padrone di turno, che, fatto odiosamente notorio, si sceglie il proprio giornalaio lacché di turno che faccia da portavoce. Vero che quello attuale ha una sfacciataggine senza eguali, da fare invidia persino a Vespa, ma è altrettanto vero che fino a ieri quasi nessuno si era lamentato degli editoriali di prima serata del Minzolini, salvo i soliti pochi noti. Anche sulla necessità di “ripulire” il tg nazionale da giornalai faziosi e senza spessore si è levato il grido di FareFuturo, ovverosia il periodico on-line di Fini: ma i finiani dov’erano quando Minzolini fu nominato? Possibile che sia divenuto scomodo soltanto quando  c’è stata la rottura con il dittatorello? E le posizioni all’interno della RAI ricoperte da uomini di Fini? Costui critica il bombardamento mediatico delle testate berlusconiane, puntualmente arrivato con lo strappo da colui al quale nessuno deve dire di no, e poi scioglie i suoi segugi della notizia soltanto dopo essere stato estromesso dal partito co-fondato. Se questa è la politica delle italiche terre, non può non regnare tra gli elettori lo sconforto per una confusione che regna sovrana, forse volutamente. Io la leggo in questo modo: o Fini negli ultimi 16 anni, come ironizza qualcuno, ha vissuto davvero su Marte oppure ha coabitato con il gran capo sulla base di un mero compromesso politico. Se fosse vera la prima, allora Fini, tornato sulla terra, potrebbe felicemente andarsene in pensione perché non avrebbe la stoffa per dirigere la cosa comune. Se si optasse per la soluzione del compromesso la vicenda risulterebbe ancor più deprimente, perché, in soldoni, significherebbe che i due fondatori del pdl avrebbero convenuto di non darsi fastidio finché avessero ottenuto il proprio tornaconto. Leggi tutto…

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